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Busto Arsizio | 02 marzo 2024, 14:38

Il sogno della Croce rossa è realtà: inaugurata la nuova sede. «Una casa per chi avrà bisogno di aiuto»

FOTO E VIDEO. Questa mattina a Busto il taglio del nastro atteso da tanti anni. Una giornata memorabile, scandita da diversi momenti importanti a cui ha preso parte anche il presidente nazionale della Cri Rosario Valastro. Grande partecipazione di cittadini e associazioni

Il sogno della Croce rossa è realtà: inaugurata la nuova sede. «Una casa per chi avrà bisogno di aiuto»

Il sogno è realtà: la Croce rossa di Busto Arsizio ha una nuova sede. Questa mattina si è tenuta l’inaugurazione di quello che sarà «un luogo di accoglienza per tutti coloro che ne hanno bisogno». Una giornata memorabile, scandita da diversi momenti importanti a cui ha preso parte anche il presidente nazionale della Cri Rosario Valastro: la cerimonia dell’alzabandiera, la benedizione di monsignor Severino Pagani, la consegna di una nuova ambulanza, lascito testamentario di Arduino Ceriotti.
Poi, dopo un momento musicale a cura degli studenti del liceo Candiani-Bausch diretti dal maestro Franco Conetta, l’intervento delle autorità e la visita dei nuovi spazi in via Savona, all’angolo con via dei Sassi.

La foto con la firma di Papa Francesco

I volontari lasciano quindi la sede storica di via Castelfidardo: «Rimarrà nei nostri ricordi, ma ora abbiamo una nuova casa che vedrà nascere nuovi volontari», ha detto la presidente del Comitato di Busto Simona Sangalli, affiancata dal predecessore Fabio Millefanti. Una sede impreziosita anche dall’immagine di una bambina scattata in Siria da Ibrahim Malla, fotografo ufficiale della Federazione internazionale di Croce rossa e di Mezzaluna rossa, autografata da Papa Francesco.

Tangibile l’emozione dei volontari per questa giornata storica attesa da tanto tempo: il Comitato bustocco ha accantonato i fondi per la nuova sede per più di settant’anni. Un traguardo speciale, che non rappresenta però un punto di arrivo: «Abbiamo tagliato un nastro tricolore, non una bandiera a scacchi – ha sottolineato il presidente Valastro –. Questo è un inizio per avere ulteriori volontari sul territorio».

Volontari protagonisti

«È una grande emozione», ha evidenziato Sangalli davanti alle autorità politiche, civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni e ai numerosi cittadini intervenuti. Il pensiero è andato soprattutto ai volontari, di oggi e del passato, anche a chi non c’è più: «Tutti insieme abbiamo inseguito questo sogno che sembrava così lontano ma che oggi è diventato realtà». E proprio due volontari hanno avuto un ruolo fondamentale: Giulio Turconi e Michele Pellegatta, progettisti della sede che, ha rimarcato la presidente bustocca, «vogliamo sia aperta ai cittadini, che potranno partecipare a corsi, attività, e anche dare una mano, laddove possibile». Il suo ringraziamento è andato a Protezione civile, alpini, Vigili del fuoco, forze dell’ordine, colleghi delle altre province, sindaci della Valle Olona, azienda ospedaliera, Ats, Areu.

«Qualcosa abbiamo lasciato – è intervenuto l’ex presidente Millefanti, complimentandosi con colei che ha raccolto il suo testimone –. Per i prossimi mille anni questo sarà un punto di accoglienza per tutti coloro che ne hanno bisogno».

«Ogni sede è anche la casa di chi cerca ascolto e aiuto», gli hanno fatto eco la presidente lombarda Sabina Liebschner e il presidente nazionale Valastro, che – da vicepresidente – aveva già visitato quello che allora era un cantiere nel 2022. Valastro si è rivolto ai volontari mettendone in luce la «tenacia»: «Dovete essere fieri del lavoro e dei sacrifici che vi hanno portato a questa bellissima festa. Ognuno ha messo un tassello», nel solco dei milioni di persone che in 160 anni di storia hanno rappresentato una risorsa per i sofferenti: «Dapprima nei campi di battaglia e poi nell'ordinario. È un onore portare il loro stesso emblema».

La sinergia e l’omaggio al Comune

Stretto il legame tra Croce rossa e Comune, che ha concesso il terreno su cui è stata edificata la sede. «Come avremmo potuto non farlo?», ha detto il sindaco rivolgendosi alla «presidentissima» Sangalli. «Le persone vi amano e la partecipazione di oggi lo dimostra. Ogni cittadino dovrà sentire come sua questa sede. Il Comune ci ha creduto fin da subito, così come i tanti benefattori che hanno anteposto al loro interesse il benessere di tutti».
Antonelli ha ricordato il periodo buoi della pandemia, quando il silenzio spettrale di Busto era squarciato solo dalle sirene delle ambulanze: «La vostra è stata una straordinaria prova d’amore per il prossimo. E ora inizia il vero lavoro: non lasciamo solo chi fa tanto per la nostra comunità. L’amministrazione per voi ci sarà sempre».

La Croce rossa ha consegnato una pergamena al sindaco e conferito al Comune la Medaglia di Benemerenza “Il tempio della gentilezza” in segno di gratitudine proprio per lo spirito di sacrificio e abnegazione dimostrato durante l’emergenza pandemica.
La pergamena che troverà spazio a Palazzo Gilardoni è stata ritirata da assessori e consiglieri comunali guidati dalla presidente dell’assise Laura Rogora, che ha elogiato passione, talento e lavoro dei volontari.

E ora il nuovo ospedale

È stato anche ricordato il primo incontro per la sede tra la Cri e una giovane assessore Paola Reguzzoni, ancora oggi in giunta. E quest’ultima ha passato la palla a Emanuele Monti, presidente della commissione regionale al Welfare: «Adesso tocca a voi fare il nuovo ospedale».
Monti ha sottolineato la concretezza lombarda che si ritrova proprio nella Cri, insistendo sulla necessità di coinvolgere i giovani nel volontariato.
Presente anche la Provincia con la vicepresidente Valentina Verga.

Riccardo Canetta

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