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Storie | 10 febbraio 2024, 08:27

Dalla Sardegna a Cittiglio per trovare la propria strada e un lavoro: «Sono diventato operatore sociosanitario e aiuto le persone con disabilità»

Fabio Pinna, 33 anni, è arrivato in provincia di Varese nel 2019 ma neanche la pandemia lo ha fermato. «Dopo una breve esperienza a Malpensa e dopo essere rimasto senza lavoro, ho capito che volevo imparare ad aiutare le persone fragili. Ai giovani della mia generazione dico di cercare la propria strada, senza timore di fallire, adattandosi a fare qualsiasi tipo di lavoro»

Fabio Pinna

Fabio Pinna

Come crearsi un'opportunità professionale nuova rimettendosi in gioco e in discussione anche dal punto di vista umano, lasciando la propria terra natia e trasferendosi in una nuova regione. 

E' la storia, che conferma ancora una volta il grande legame tra la Sardegna e Varese, di Fabio Pinna, 33 anni, di origine sarda, arrivato nel 2019 nel Varesotto, a Cittiglio per la precisione, dove risiede tuttora. Appena arrivato nella nostra provincia ha fatto una breve esperienza lavorativa nel campo dell'assistenza ai disabili all'aeroporto di Malpensa.

In questo contesto ha maturato dentro di sé la consapevolezza di intraprendere un percorso professionale finalizzato ad aiutare le persone fragili e con disabilità. Durante la pandemia, Pinna, essendo rimasto senza lavoro si è iscritto ad un corso per diventare operatore socio sanitario.

Com'è nata questa sua scelta di vita e professionale?

Ci ho pensato molto, ma la breve esperienza fatta a Malpensa ha fatto crescere in me la volontà di aiutare le persone disabili, con vari tipi di fragilità. Essendo di carattere socievole, dinamico ed estroverso e pronto a mettermi in gioco, ho intrapreso questo percorso e ora mi sento veramente appagato e felice.

In cosa consiste la sua professione?

Dopo una esperienza lavorativa da dipendente in una struttura privata delle zona, ho deciso di aprire la mia partita Iva e mettermi di nuovo in gioco professionalmente. Questa è una scelta abbastanza atipica per questo tipo di professione, ma mi permette di gestire al meglio il tempo da dedicare alla persona assistista. Generalmente il lavoro si svolge nelle prime ore del mattino, al domicilio della persona da accudire, generalmente non autosufficiente, che io lo aiuto nei bisogni primari, cercando di entrare in empatia, facendole ascoltare musica o raccontando episodi divertenti, insomma coinvolgendolo emotivamente dando supporto materiale e morale alla persona che ho a fianco. 

Quali consigli di senti dare ai giovani della tua generazione che magari fanno fatica a trovare un lavoro soddisfacente?

Di mettersi sempre in gioco, di non fermarsi alla prima difficoltà, di avere lo spirito di intraprendere nuove strade, senza il timore di fallire il percorso. Anche per me non è stato per nulla facile. Sono arrivato dalla Sardegna, ed ho cercato l’inserimento sociale e lavorativo in zona. Mentre frequentavo il corso ho perso mio padre, che è sempre stato il mio riferimento. Ma non ho mollato e sono riuscito ad arrivare in fondo anche grazie al suo aiuto. Consiglio anche, come ho fatto io, a provare un'esperienza all’estero, adattandosi a fare qualsiasi tipo di lavoro. Questo ti dà la possibilità di fortificare il carattere ed essere consapevole che, fissato un obiettivo, con la volontà ci si arriva. Io ho imparato questo, mai aspettarsi aiuti dagli altri, ma cercare in te stesso la forza per intraprendere il tuo percorso di vita. 

Claudio Ferretti

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