«L'abbiamo persa, vinta, ripersa e rivinta... Sono contentissimo per i ragazzi e per tutta questa gente» dice il patron Claudio Milanese che ha vissuto la vittoria della Solbiatese nella finale di Coppa Italia di Eccellenza lombarda con un trasporto, un coinvolgimento e una passione totali, riuscendo a trasmettere questa sua immensa voglia di vincere anche alla società e alla squadra.
Una partita tra le più emozionanti e travolgenti che si siano mai viste (clicca e leggi QUI), tra capovolgimenti di fronte continui, gol di tacco, rigori falliti e riusciti e infortuni ha fatto grande sia la Solbia che il Ciliverghe, avversario da applausi battuto solo al sedicesimo rigore a oltranza.
«Un'impresa storica perché nella sua gloriosa storia mai la Solbia aveva vinto una Coppa Italia. Mi hanno emozionato grinta e voglia di vincere» dice il primo tifoso e primo cittadino di Solbiate Arno, Oreste Battiston. «Partita bellissima, strapiena di emozioni. L'abbiamo vinta grazie al gruppo, tirandola due volte per i capelli. Ce l'abbiamo fatta grazie alla convinzione di essere una squadra forte che, fino all'ultimo minuto, lotta per vincere. Rilanciamo definitivamente il calcio a Solbiate, è l'inizio di un percorso. Il pubblico c'è perché la società è seria, lavora sul territorio con un settore giovanile importante: questo significa attaccamento».
A chi dedica la Coppa il sindaco? «Alla società e a Claudio Milanese che sta facendo tanti sacrifici per riportare la Solbiatese dove le compete».
«La prima Coppa Italia della Solbiatese... c'è solo da festeggiare. È stata pazzesca, ma è più bello così» le parole di Carmine Gorrasi, emozionato, orgoglioso e grande - oltreché nel costruire la Solbia da direttore generale - anche nei complimenti sinceri agli avversari.
«Il grande cuore e la voglia di non mollare mai» sono i segreti sia dei nerazzurri che di Danilo Agrelli, direttore tecnico nerazzurro spesso dietro le quinte ma fondamentale in un gruppo dove nessuno pensa a mettersi in mostra.
Un uomo Solbiatese e uomo-squadra da sempre come Mirko Barban pensa ai ragazzi («Bravissimi»): «L'abbiamo vinta perché ci abbiamo sempre creduto e non moriamo mai».
«Il segreto è nella testa» le parole del tecnico Andrea Rota. «Abbiamo preso per la coda una partita che era praticamente finita e con l'ultima goccia di sudore siamo riusciti a pareggiare».
Finale con Denni Scapinello: non c'era per infortunio, ma c'era (in panchina) e ci sarà quando dovrà marchiare a fuoco il sogno che tutti si aspettano da lui, come ha fatto oggi con questa coppa Nicolò Milani, 22 anni, autore del gol di tacco del 3-3 al 92' impossibile da dimenticare: «È stato un parto ma è stato bellissimo così. La dedico a noi».
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Calcio | 07 gennaio 2024, 21:10
SOLBIATESE SEI BELLISSIMA. E VINCENTE. «UN'IMPRESA STORICA. E SIAMO ALL'INIZIO...»
FOTO E VIDEO - I nerazzurri vincono la prima Coppa Italia della loro vita battendo il Ciliverghe al sedicesimo rigore dopo una partita che è uno spot per chi ama il calcio. Il patron Milanese: «Persa, vinta, ripersa, rivinta... felicissimo per i ragazzi e per la gente». Il sindaco Battiston: «Emozionato da grinta, voglia di vincere e grande pubblico». Il direttore Gorrasi: «C'è solo da festeggiare. Complimenti agli avversari». Barban: «Non moriamo mai». Scapinello: «Questa è per noi». Mister Rota: «Testa decisiva». Agrelli: «Che grande cuore»

Solbia, la prima Coppa Italia della storia non si scorda mai: grazie, campioni (foto Alessandro Umberto Galbiati)
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