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Calcio | 04 gennaio 2024, 15:15

Solbiatese, è una storica finale. Il patron Milanese: «Non siamo arrivati qui per caso e non ci nascondiamo dietro a un dito. È il momento di alimentare l'entusiasmo»

Presentato a Milano l'ultimo atto della Coppa Italia di Eccellenza che domenica a Seregno metterà in palio il trofeo regionale: a contenderselo i nerazzurri e i bresciani del Ciliverghe. Il patron: «Prima squadra, vivaio e strutture avanti con lo stesso passo. Territorialità e socialità in primo piano anche grazie all'ampliamento dei campi al Chinetti»

Claudio Milanese, patron della Solbiatese, oggi a Milano alla presentazione della finale della Coppa Italia di Eccellenza che verrà assegnata domenica a Seregno: in campo i nerazzurri e i bresciani del Ciliverghe

Claudio Milanese, patron della Solbiatese, oggi a Milano alla presentazione della finale della Coppa Italia di Eccellenza che verrà assegnata domenica a Seregno: in campo i nerazzurri e i bresciani del Ciliverghe

Territorio, valori e rispetto. Ma anche vivaio, investimenti, tifo sano, passione e giusta ambizione. Il bello del calcio, sia in campo che fuori, verrà racchiuso nella finale di Coppa Italia lombarda dell'Eccellenza che si disputerà domenica alle ore 15 a Seregno tra la Solbiatese del patron Claudio Milanese e il Ciliverghe del presidente Nicola Bianchini.

Oggi nella sede milanese del Comitato regionale lombardo è stata presentata la grande sfida in arrivo: ospiti del presidente e padrone di casa Sergio Pedrazzini («Benvenuti a nome del comitato regionale e dei 184 mila ragazzi lombardi e delle 1300 società che in regione praticano questo sport») i dirigenti di riferimento delle due finaliste, a partire da Claudio Milanese. 

La sua sola presenza è un segnale di quanto il patron tenga alla Coppa - c'è anche la cabala a spingerlo visto che la scalata del suo Varese FC fino alle porte della serie B partì proprio dalla vittoria di un campionato e della Coppa Italia dell'allora Interregionale - e al progetto che sta sostenendo da anni. 
 
Milanese è il filo che lega tradizione, settore giovanile, ambizione e futuro di un calcio fatto in un certo modo, cioè con serietà, programmazione e durata ma anche con coerenza e fiuto.  

Tradizione come quella della Solbiatese, nata nel 1911 e che ha avuto il momento di maggior gloria negli anni Sessanta e Settanta «con la presidenza Carabelli e la squadra in serie C, arrivata anche a un passo dalla vittoria del campionato - dice Milanese - Negli anni Novanta sotto la guida dell'attuale sindaco Oreste Battiston, che ci è sempre vicino, il club ha militato in D per parecchi anni». 

Vivaio e futuro. «Giochiamo in un impianto a misura di appassionati e di calcio come il Chinetti a cui stiamo mettendo mano per sviluppare la vocazione sociale del club e avvicinare più ragazzi possibili - aggiunge Milanese - cerchiamo di dare una casa e una possibilità a un territorio più vasto che abbraccia Varese e il nord della provincia. Abbiamo anche un altro centro a Gallarate che vive 7 giorni su 7: offriamo 120 ore di calcio mensili e più di 1.000 annuali a 200 ragazzi, dalla scuola calcio alla juniores, e alle loro famiglie che sono supportate dal nostro staff. L'obiettivo? Fare vivere con continuità un ambiente che si ispira a un forte senso di socialità e territorialità. Stiamo investendo per ampliare l'offerta del Chinetti, anche grazie al Comune: vorrei poter far giocare tutti quelli che vogliono giocare e non solo 7 squadre».

Umile ambizione come quella di chi compie un passo alla volta. «Dopo il fallimento e il vuoto siamo partiti 4 anni fa - ricorda Milanese - abbiamo vinto Prima Categoria e Promozione, siamo al secondo anno di Eccellenza e non ci nascondiamo dietro un dito: non siamo arrivati qui per caso, ma ci siamo impegnati per farlo. Per noi la Coppa è sempre stato un obiettivo dichiarato perché credo sia arrivato il momento di portare qualcosa di concreto a Solbiate, un elemento di traino e un volano di entusiasmo».

Nicola Bianchini, guida del Ciliverghe nato nel 1979 da un gruppo di volontari che oggi gioca a Mazzano, sa cosa significa la vittoria di una Coppa Italia come quella in palio domenica, posizionata in bella mostra davanti a lui e a Milanese. «L'abbiamo portata a casa nel 2022 - dice - ed è stato bellissimo, visto che ci ha permesso anche di andare a giocare a Lecce il primo turno della Coppa Italia dei grandi. Arriviamo in finale sperando di concedere il bis. Non abbiamo avuto un percorso semplice: abbiamo incontrato tutte le grandi del girone A e ora ne incontriamo un'altra, forse la migliore. La coppa, inoltre, è una seconda strada per ambire alla D (la promozione è matematica per chi, spuntandola domenica, accede alla fase nazionale e la vince) e questo non è da tralasciare. Partita unica e difficilissima, cercheremo di fare del nostro meglio».

Chiude Sergio Pedrazzini, orgoglioso padrone di casa, ringraziando il sindaco Rossi e l'amministrazione di Seregno che ospiteranno la finale, trasmessa in diretta in chiaro dallo stesso comitato regionale sui suoi canali social: «Seregno ha perso la sua squadra e questo appuntamento per noi è anche un modo per dare un segnale. Noi enfatizziamo il fenomeno sociale e sportivo di un movimento territoriale positivo che, però, offre anche uno spettacolo tecnico di qualità: le parole ascoltate oggi dai presidente di Solbiatese e Ciliverghe lo testimoniano. Buon anno e buona finale a tutti».

Andrea Confalonieri


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