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Politica | 06 dicembre 2023, 09:57

Repubblicani, confronto con gli amministratori a Cocquio: «Ridiamo centralità alla buona politica, ai Comuni e ai sogni dei giovani»

Terzo evento di presentazione per i Repubblicani. Dopo l’esordio all’Hilton di Solbiate Olona e il lancio della scuola quadri alla Fondazione Stelline di Milano, nella serata di martedì 5 dicembre nuova tappa a Cocquio Trevisago per la realtà presieduta da Marco Reguzzoni. Fra gli ospiti Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese

Repubblicani, confronto con gli amministratori a Cocquio: «Ridiamo centralità alla buona politica, ai Comuni e ai sogni dei giovani»

Terzo evento di presentazione per i Repubblicani. Dopo l’esordio all’Hilton di Solbiate Olona e il lancio della scuola quadri alla Fondazione Stelline di Milano, nella serata di martedì 5 dicembre nuova tappa a Cocquio Trevisago per la realtà presieduta da Marco Reguzzoni.

È stato un confronto aperto con vari esponenti del mondo istituzionale territoriale e con i cittadini presenti al Teatro Soms di Caldana. Fra gli ospiti Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese, il quale nel suo intervento ha riflettuto sulla necessità che «la politica si occupi dei giovani, che devono poter sognare». Da lui anche una riflessione sulla riforma degli enti locali, «che può essere utile, ma vale poco se poi non ci sono le risorse».

Annamaria Martelossi, che ha promosso l’incontro, ha spiegato i motivi della sua adesione ai Repubblicani e ha parlato di cosa si aspetti per il futuro: «Dobbiamo ripartire dagli amministratori pubblici, specie quelli locali, puntando sulla loro formazione in maniera decisa. Altrimenti a governare saranno sempre la magistratura, la grande finanza e i burocrati, pronti a sostituirsi a chi è stato eletto».

Per il presidente Marco Reguzzoni gli aspetti su cui lavorare nell’elaborazione del progetto politico sono chiari: «Da tempo la classe burocratica supplisce all’incapacità della classe politica, impossessandosi delle decisioni. Nei ministeri comandano i funzionari, poco più di 200 famiglie con in mano un potere enorme. La nostra scuola di politica vuole far sì che la politica cominci a riappropriarsi del suo vero ruolo».

Ovviamente, in un contesto locale, non potevano mancare sottolineature sui progetti federalisti, con al centro proprio i Comuni, ma anche sulla mancanza di un governo europeo indipendente e autorevole, «senza il quale non è possibile pensare di affrontare seriamente i grandi problemi esistenti, come l’immigrazione».

Tanti, dunque, i temi toccati nel corso della serata, per sottolineare gli obiettivi dell’associazione.

Redazione


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