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Economia | 06 dicembre 2023, 12:35

Le proposte di Aime sulla Legge di Bilancio: «Posizione critica ma aperta, migliorare le condizioni di lavoro di dipendenti e imprenditori»

Il Consiglio di Presidenza dell'associazione varesina ha votato all'unanimità un documento di sette punti sulla manovra economica del Governo che il Parlamento sta esaminando: «Rivedere il sistema contributivo, incentivare le imprese, rinnovamento del sistema fiscale, certezze sulle manovre fiscali dei prossimi anni»

Il presidente di Aime Giuseppe Albertini

Il presidente di Aime Giuseppe Albertini

Riceviamo e pubblichiamo il documento approvato all'unanimità dal Consiglio di Presidenza di Aime che contiene sette proposte dell'associazione sulla Legge di Bilancio che il Parlamento sta esaminando:

«Le Imprese e gli Imprenditori di AIME hanno a cuore lo spazio, fisico e politico, della loro azione economica. La manovra finanziaria, attraverso lo strumento di bilancio pubblico in approvazione, è l’indirizzo legislativo del Governo per le azioni volte allo sviluppo e la preservazione del settore industriale, artigianale e commerciale del nostro paese.

Per questo abbiamo pensato di produrre un documento programmatico, approvato dai nostri organismi dirigenti, al fine di portare delle proposte in tema di politica di sviluppo economico, nelle sedi opportune. Specifichiamo la presa di posizione critica, ma aperta: le nostre osservazioni non vogliono essere solo giudizievoli, bensì proattive allo studio di possibili soluzioni, volte al miglioramento delle condizioni di lavoro di dipendenti e datori di lavoro.

1. Un superamento del dibattito tradizionale, sindacale, nei meriti della contrattazione collettiva e delle agevolazioni di vario titolo. Per combattere la crisi delle professionalità e delle competenze che, ad oggi, sono attirate da mercati esteri, dalla vicina Svizzera sino al resto d’Europa, laddove occorre un incentivo pubblico all’aumento dei salari medi. Non solo detassazione puntuale, ma revisione del sistema contributivo di ciascun dipendente. Questo è fondamentale, in un momento che vede un’inflazione in decrescita, sulle percentuali annue, ma che ha visto un valore assoluto, dal 2021, superiore al 10% di aumento dei prezzi. I consumi sono logicamente ridotti, a causa delle naturali esigenze primarie dei lavoratori. Il tema del frontalierato può essere affrontato attraverso una creazione di area di confine con un regime fiscale, carico azienda e dipendenti, più basso. Una zona speciale, che faccia riemergere la depressione economica di alcune aree.

2. Un nuovo sistema di incentivazione alle imprese, con la possibilità di reinvestire l’utile di bilancio negli investimenti in manodopera, macchinari e infrastrutture, a completa disponibilità, detraendolo dall’imponibile di calcolo delle tasse. Questo garantirebbe slancio, e un’ottica proattiva alle politiche di sviluppo aziendale. In altri stati europei sono state adottate soluzioni simili.

3. Un rinnovamento del sistema fiscale complessivo per le persone fisiche, che veda la deducibilità di un ampio parterre di spese vive delle famiglie, anche per acquisti di beni mobili e/o di modico valore. Questo allargherebbe la forbice dei consumi e produrre una soluzione al tema del lavoro nero, dell’evasione fiscale. Non solo, ossigenerebbe la vita dei dipendenti scaricando la pressione sull’impresa.

4. Un investimento maggiore, ed efficace, nella realizzazione di nuovi Istituti scolastici di secondo grado, e/o la riqualificazione di plessi già esistenti, per lo sviluppo di ambienti innovativi dove coltivare, crescere e formare delle figure componenziali volte a sostituire, attraverso il ricambio generazionale, le necessità di domanda di lavoro delle imprese artigianali e manifatturiere industriali.

5. Un’azione di politica estera utile a rafforzare la presenza italiana nel mondo, non solo per le esportazioni, ad oggi buone, ma per poter fruire anche di garanzie alle importazioni. Soprattutto il settore agroalimentare sta, ad oggi, vivendo grossi problemi di reperimento delle materie prime, e questo ha innalzato drasticamente i prezzi per cittadini e commercianti.

6. Certezza sulle manovre fiscali dei prossimi anni. Ad oggi preoccupano alle imprese la presenza di una burocrazia contabile, che vede molte forme di tassazione sospese, ma non estinte, riattivabili nei casi di necessità pubblica. Le salvaguardie sull’IVA, ad esempio, preoccupano il mercato. 

7. Delle forme di incentivo per banche e imprese, per accedere più agilmente al credito, soprattutto creando delle linee di credito che abbiano una forma pubblica di incentivo, volta all’abbattimento dei tassi di interesse, ad oggi insostenibili».

C.S.

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