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Politica | 30 novembre 2023, 20:13

Provincia, l’opposizione non sgambetta Magrini ma punge: «Noi responsabili, ma nessuno obbliga a fare i consiglieri»

La minoranza decide di non lasciare Villa Recalcati, ma non rinuncia a rifilare stoccate e a rimarcare che, senza di loro, non ci sarebbe stato il numero legale per la variazione di bilancio e non sarebbe stato possibile distribuire i fondi. E nel corso della serata il consigliere di Fratelli d’Italia tenderà la mano una seconda volta a Magrini. Che, sul caso del Cal, precisa che si è trattato di problemi tecnici: «Se i sindaci pensano alla mia malafede, sono pronto anche pronto a dimettermi», ha detto

Provincia, l’opposizione non sgambetta Magrini ma punge: «Noi responsabili, ma nessuno obbliga a fare i consiglieri»

Il Consiglio provinciale ha dato il via libera questa sera alla variazione al bilancio di previsione. Una seduta con i riflettori puntati dopo il “caso” della (non) elezione dei componenti del Cal e le polemiche dei giorni scorsi.
A far discutere, però, è stata innanzitutto l’assenza di tre consiglieri di maggioranza, Alessandra Agostini del Pd e Alberto Barcaro ed Emanuela Quintiglio (Noi per la Provincia). Se gli esponenti di opposizione avessero abbandonato la sala di Villa Recalcati, sarebbe mancato il numero legale. Così non è stato, ma la minoranza ha fatto notare che senza il loro gesto non sarebbe stato possibile distribuire i fondi previsti. E non è stato l’unico momento di “fairplay”.

Le proteste dell’opposizione

Prima dell’avvio dei lavori, i consiglieri di opposizione hanno appunto insistito sul fatto che, se loro avessero lasciato i banchi, sarebbe venuto meno il numero legale.

«Per senso di responsabilità l’opposizione rimarrà in consiglio – ha sottolineato il leghista Sergio Ghiringhelli, affiancato dal collega Luca Panzeri –. Nessuno obbliga a fare il consigliere provinciale. Non è la prima volta che succede: chi non c’è avrebbe potuto lasciare il posto a chi avrebbe garantito la presenza».
Anche Marco Colombo (Fratelli d’Italia) ha voluto «rimarcare l’importanza di questa sera. Se noi ce ne andassimo, per la seconda convocazione sarebbe troppo tardi», ha detto, riferendosi alla variazione di bilancio. E lasciando intendere che non sarebbe stato possibile distribuire i soldi.
Simone Longhini di Forza Italia è a sua volta intervenuto per «ribadire il senso di responsabilità per le scadenze importanti».
Da parte sua, il presidente Marco Magrini si è detto «d’accordissimo», in particolare col capogruppo del Carroccio.

Variazione di bilancio

A illustrare la variazione di bilancio è stato il consigliere delegato Mattia Premazzi (Eupolis). Il quale ha spiegato che da Regione Lombardia è prevista l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche per l’anno 2023 per un valore di oltre 1.280.000 euro destinati ad investimenti sul territorio, come da programma concordato tra Regione e ciascuna provincia.

Per il progetto “Moveon-Mobilità leggera in Valle Olona” è previsto un contributo di 100mila euro dall’università Liuc di Castellanza. Nell’ambito del progetto di realizzazione del nuovo ospedale di Busto Arsizio e Gallarate, sono previsti due finanziamenti: uno di 55mila euro nel 2023 e l’altro di 30mila nel 2024.
Nessun dibattito: il documento è stato approvato con i voti favorevoli degli otto consiglieri di maggioranza, mentre i sei di opposizione si sono astenuti.

Il doppio aiuto dell’opposizione

Nel corso della seduta la minoranza ha avuto modo di tendere la mano una seconda volta al presidente Magrini. In un primo momento, infatti, mancavano i voti per l’immediata eseguibilità relativa al Documento unico di programmazione.
Un aspetto tecnico che avrebbe fatto slittare da dicembre a gennaio la votazione del bilancio. Dai banchi della minoranza, però, Colombo ha chiesto di ripetere la votazione che, a quel punto, ha avuto esito positivo.
«Un gesto di intelligenza amministrativa che ha evitato dei ritardi che sarebbero andati a discapito dei nostri territori», riconoscerà poi Magrini.

Il “caso” del Cal

Sul finale Magrini si è soffermato sul caso divampato martedì scorso durante la votazione da parte dei sindaci per l’elezione dei componenti del Cal, il Consiglio delle autonomie locali. In base agli accordi raggiunti tra le segreterie di Pd e Lega, il nome scelto per rappresentare i piccoli Comuni era quello di Giuseppe Iocca, sindaco di Bardello con Malgesso e Bregano.
Al momento del voto (online), però, i numeri erano sul punto di premiare Raffaele Simone, sindaco di Azzate, dove governa col sostegno della Lega. A causa di problemi tecnici della piattaforma, che non avrebbero consentito a tutti i partecipanti all’assemblea di esprimersi, l’elezione (che vedeva Raffaele davanti a Iocca, con 42 voti contro 37) è stata bloccata dal presidente Magrini.

L’accaduto, però, ha scatenato il malcontento dei sindaci che avevano lavorato all’opzione Simone e ha creato un caso politico in particolare all’interno della Lega, a causa dei primi cittadini del Carroccio che non avrebbero seguito le indicazioni del partito.

A fine Consiglio Magrini si è soffermato su quello che ha definito un «fatto disdicevole». Parlando appunto di problemi di natura “informatica”: «Abbiamo fatto tre prove, ma qualcuno non è stato puntuale nel comprendere il meccanismo, io stesso sono stato aiutato. Ci sono stati circa quindici sindaci che al momento del voto non riuscivano a registrarsi». E respingendo qualsiasi dietrologia: «Tutti gli altri aspetti sono stupidaggini. Io rispetto entrambi i candidati e ho semplicemente cercato di far rispettare la legalità della votazione. Ne va dell’immagine dell’ente. Se i sindaci pensano alla mia malafede, sono pronto a dare le dimissioni». Ma non si arriverà a tanto. La votazione dovrà essere ripetuta, questa volta in presenza, forse già all'inizio della prossima settimana.

Riccardo Canetta


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