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Economia | 08 novembre 2023, 14:10

VIDEO - Chi sono, dove lavorano e cosa fanno: lo studio sui 30 mila frontalieri della provincia

Gli Enti Bilaterali hanno presentato uno studio, effettuato con il partner EconLab, sul lavoro oltreconfine, soffermandosi sui dati del Varesotto e il confronto con le statistiche del Verbano-Cusio-Ossola. L’aumento degli impiegati è costante: il settore più gettonato è il terziario, con più riguardo al commercio. Per il VCO, invece, turismo e sanità i campi più occupati

Da sinistra: Giuseppe D'Aquaro, Alessandro Castiglioni e Lino Gallina degli Enti Bilaterali

Da sinistra: Giuseppe D'Aquaro, Alessandro Castiglioni e Lino Gallina degli Enti Bilaterali

Un interessante e approfondito studio sul frontalierato della provincia di Varese è stato esposto stamattina presso la sede degli Enti Bilaterali. Lo studio è stato realizzato con il consueto partner EconLab, tenuto dal professor Alessandro Minello dell’Università Ca’ Foscari. I dati analizzati sono stati presi direttamente dall’Ufficio Federale del Lavoro Svizzero.

Il frontalierato è un fenomeno che interessa nella provincia di Varese 29.146 individui (dati aggiornati al 31/12/2022), seconda in Italia, circa solo 300 in meno rispetto a quella di Como. Il numero è salito del 31% nell’ultimo decennio, e del 5% nell’ultimo anno.

«Attraverso il nostro osservatorio - spiega Alessandro Castiglioni dell’Ente Bilaterale del Turismo - abbiamo analizzato il fenomeno dei lavoratori frontalieri. L’analisi dei dati è importante perché riguarda circa 30 mila lavoratori, siamo la seconda provincia d’Italia appena dietro Como».

In particolare, è stato offerto un confronto con il lavoro frontaliere della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, territorio piemontese confinante con la Svizzera che convoglia il 90% dei frontalieri di tutta la sua regione.

«Come da tradizione ci occupiamo di approfondisce realtà e dinamiche del territorio - le parole invece di Giuseppe D’Aquaro dell’Ente Bilaterale del Terziario - Abbiamo voluto focalizzarci sul frontalierato, una realtà importante del Varesotto, e abbiamo voluto rapportarla con il VCO. La conoscenza di ciò che accade è il primo strumento utile e indispensabile per dare risposte e soluzioni efficienti».

Entrambe le province impegnano la maggior parte dei propri lavoratori frontalieri nel settore terziario (attorno al 60%), ma le differenze emergono quando si va ad analizzare i campi in cui questi frontalieri sono impiegati.

Infatti, prendendo come campione il solo settore terziario, il 25% di quelli provenienti dalla provincia di Varese lavorano nel commercio, seguiti dal 17% del campo professionale, dal 15% dell’amministrazione, dal 9% della sanità e dal 7% delle strutture ricettive e di ristorazione.

Gli stessi dati, riferiti al VCO, rilevano attorno al 17% i campi della sanità, del commercio e dell’attività nelle strutture ricettive e di ristorazione.

I dati di età e genere indicano che il frontaliere "medio" della provincia di Varese è uomo (61% dei casi) e di età compresa tra i 30 e i 44 anni (40% dei casi). È comunque in netto aumento (questo anche nel VCO) l’occupazione frontaliera tra gli Over 60, aumentati di circa 40 mila unità negli ultimi due anni tra i residenti nel Varesotto.

Le conclusioni dello studio evidenziano come il lavoro di frontalierato sia un fenomeno in aumento in tutte le province di confine (Varese, rispetto ad altre, registra un aumento stabile rispetto a "impennate" di altri territori). In particolare, interessante un incremento degli occupati Over 45 e degli occupati nel settore terziario, che nel VCO si riversano nel turismo molto di più rispetto al Varesotto.

Qui sotto le slide dello studio completo.

Files:
 Analisi ed evoluzione del fenomeno dei lavoratori frontalieri in provincia (0.9 MB)

Lorenzo D'Angelo

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