Dentro la maggioranza, ma fuori dal PD. Un anno fa il consigliere comunale Luca Paris ha lasciato i dem, sposando la causa politica del Movimento 5 Stelle e quindi rimanendo dentro alla compagine che sostiene la giunta di Davide Galimberti. Una posizione perfetta per “l’altra Varese”, perché gli permette una visione della res publica varesina ancora più terza di tutte le altre forze in campo, sia di governo che di opposizione.
Come vede la Varese attuale, Paris?
Vedo una Varese in cambiamento, in trasformazione, che sa quello che era fino a poco tempo fa e comincia a intravedere quello che sarà in futuro. Non parlo solo dal punto di vista delle grandi opere pubbliche, ma anche nel suo tessuto economico e sociale e nel suo essere sempre di più città universitaria, per giovani, dinamica.
Il cambiamento da dove parte? Che cos’è stata Varese?
La città ha vissuto varie fasi. Quella della Città Giardino, la trasformazione da città di provincia a capoluogo, l’industrializzazione e poi la fine dell’industrializzazione: da lì si è dovuta reinventare e lo sta facendo ancora. C’è stato un periodo in cui questa trasformazione si è fermata e Varese si è seduta. Ora il processo è ripartito e vediamo dove porterà.
La ripartenza è avvenuta con le amministrazioni Galimberti?
L’esigenza di una ripartenza si era necessaria ancor prima, ma la sua amministrazione ha sicuramente dato un senso al cambiamento. Galimberti è diventato sindaco proprio perché è nata l’esigenza del cambiamento.
Dalla sua posizione politica come giudica la giunta attuale?
È come se fossimo al secondo tempo di una partita di calcio. Il primo tempo è già stato giudicato soddisfacente dai cittadini, tanto che c’è stato un secondo tempo. Aspettiamo però il risultato finale della partita: grazie al PNRR sono arrivati tanti milioni da investire nella città, quindi siamo di fronte alla sfida più difficile, cioè quella di realizzare tutto ciò che è stato messo in cantiere. Questo determinerà il risultato della partita. Io faccio parte della maggioranza e quindi spingo affinché la partita termini con un risultato positivo. Certamente, come tutti, non posso non vedere il bisogno di lavorare ancora tanto e bene.
Parliamo dei cantieri aperti in città.
Sono ripartiti con un nuovo slancio. Ora però tutto va concluso entro il termine del mandato e va avviato e anche concluso tutto quanto dipende dalle risorse, intendo la riqualificazione della Don Rimoldi di San Fermo, Villa Baragiola, l’ex Macello e il resto.
È tempo di nuovo PGT, quali sono le sue considerazioni in merito?
Sarà una sfida decisiva, perché il PGT darà una prospettiva degli anni a venire e condizionerà le azioni delle prossime amministrazioni. Non dimentichiamoci che noi oggi stiamo lavorando sul PGT del 2014 e chi arriverà dopo di noi lavorerà su quello ora in formazione. Mi piacerebbe che nel nuovo documento venga data attenzione all’inquinamento e al consumo di suolo, che ancora viene consumato parecchio sia in Lombardia in generale che qui a Varese. E per non consumarne altro ci vogliono delle disposizioni cogenti. Bisognerà poi puntare molto sulle rigenerazioni, con trasformazioni sostenibili, dotando quindi tutti i quartieri di fotovoltaico, comunità energetiche, colonnine per automobili e pompe di calore. Inoltre ci vorrà attenzione alla disabilità e ai più fragili: a Varese oggi ci sono più di 21mila persone over 65, 8 mila circa tra i 65-75, altre 8 mila tra i 75-85 e 4000 sopra gli 85. Tanti di questi soggetti vivono da soli: dobbiamo tenerne conto, così come dobbiamo tenere conto degli under 18, che sono 11 mila. E non dimentichiamoci degli stranieri, che oggi sono 10 mila. Insomma: nel nuovo PGT non andranno prese scelte neutre, né sull’ambiente, né sul resto.
Parliamo di Sacro Monte, sul quale si si dibatte da sempre e ancora una linea precisa non è stata trovata…
Ho, e come Movimento 5 Stelle abbiamo, una visione legata alla valorizzazione del patrimonio artistico e naturale. E quindi non possiamo che essere convinti che la stessa passi attraverso la sostenibilità del turismo: siamo quindi per implementare i servizi pubblici, autobus e funicolare, alla quale va migliorato l’accesso. Chiusure totali al traffico nel weekend? No, non è una follia: sarà la realtà e secondo me stimolerà anche la domanda. Se noi pensiamo che da Milano, quasi 100 anni fa, si arrivava fino in cima al Sacro Monte solo con mezzi pubblici, dobbiamo chiederci: perché non farlo anche adesso?
Che clima si respira in consiglio comunale? Che rapporti ci sono tra minoranza e maggioranza, anche in vista della formazione del PGT e di un coinvolgimento di tutte le parte in causa?
Credo che l’opposizione sui grandi temi che riguardano la città debba essere sempre coinvolta. Ma il coinvolgimento deve partire anche dall’opposizione stessa, che deve diventare più propositiva ed elaborare idee e proposte: in questo momento ne vedo poche di idee, anche se il know how ci sarebbe. Nel primo mandato le forze politiche di minoranza hanno subito lo shock di essere passati dall’altra parte, ora probabilmente sono vittime di un doppio shock perché devono far di tutto per tornare maggioranza. Ma una minoranza attiva serve, serve sempre.
Lei ha lasciato il PD ma è restato in maggioranza: cos’è cambiato nelle sue idee?
Potrei rispondere che a essere cambiato è il PD, non Luca Paris. I temi di quella che è la mia attuale collocazione politica sono gli stessi che ho sempre coltivato, ma il margine di manovra è superiore: nel Movimento 5 Stelle si possono formulare progetti e programmi su un campo molto vasto. La mia decisione, a distanza di un anno, la considero giusta. Come vedo il PD da fuori? Hanno appena esercitato il rinnovo democratico degli organi dirigenti: vedremo cosa sapranno fare i nuovi eletti. Io e il Movimento 5 Stelle li stiamo incalzando su molti temi, come l’ambiente e la sostenibilità.
C’è nel PD e nel centro-sinistra varesino in generale il problema del “dopo Galimberti”?
È un po’ presto per parlarne, ritengo. Paradossalmente penso ci sia più un problema di abbondanza più che di mancanza di interlocutori. Di certo Galimberti si è dimostrato un polo aggregatore: vedremo se chi si proporrà dopo di lui avrà la stessa capacità attrattiva. Nella politica dei territori oggi hanno sempre più importanza le componenti civiche: lo hanno dimostrato le due precedenti elezioni e lo dimostreranno anche quelle del 2027. Nel nostro partito siamo molto aperti al civismo: ad alleanze politiche preferiamo alleanze civiche.
Come può crescere il Movimento 5 Stelle a Varese?
Va innanzitutto ricordato che alle ultime elezioni politiche il M5S è riuscito a esprimere un deputato alla Camera nel collegio di Varese Nord e così un senatore. Al di là dei numeri, quindi, è riuscito ad avere un risultato e a esprimere una propria capacità. Detto ciò, noi vogliamo lavorare sui temi a noi più cari, come stiamo facendo in tanti luoghi di questa provincia, e tra questi c’è anche il welfare municipale. Lo facciamo e lo faremo in consiglio comunale, ma anche attraverso la costituzione di veri e propri gruppi territoriali che funzionino non solo attraverso gli eletti.













