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Gallarate | 25 maggio 2023, 20:16

Crisi del Sant’Antonio Abate: le minoranze di Gallarate, quasi tutte, chiedono una nuova riunione del Consiglio comunale

Depositata una mozione dopo la sospensione dell’ultima riunione, prima che si arrivasse all’argomento, al punto 9 dell'Ordine del giorno. Interesse per l’appello a un’azione condivisa, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, proposta dal consigliere regionale Luca Ferrazzi. Giovanni Pignataro (Pd): «Forse per salvare l’ospedale di Gallarate è già troppo tardi ma abbiamo il dovere di fare uno sforzo straordinario»

Da sinistra, Cesare Coppe, Massimo Gnocchi, Margherita Silvestrini, Giovanni Pignataro e Carmelo Lauricella

Da sinistra, Cesare Coppe, Massimo Gnocchi, Margherita Silvestrini, Giovanni Pignataro e Carmelo Lauricella

«È un tentativo disperato, forse è già troppo tardi, però abbiamo il dovere di fare uno sforzo straordinario». Dichiarazione del consigliere comunale Giovanni Pignataro (Pd) nella conferenza stampa convocata dalle minoranze in Consiglio (con l’eccezione di “Più Gallarate – Gente di Gallarate”) per comunicare le azioni in corso sull’ospedale Sant’Antonio Abate. Struttura notoriamente in difficoltà che, secondo le opposizioni, avrebbe imboccato la strada verso la chiusura. Sul tema era stata presentata una mozione da discutere in assemblea civica (VEDI QUI) ma, trovandosi in fondo all’Ordine del giorno, il punto è stato rinviato, fra le polemiche, alla prossima convocazione (VEDI QUI).

Due i temi principali toccati da Partito Democratico, Obiettivo comune Gallarate, Lista Silvestrini e Città è vita: la presentazione di una nuova mozione per riconvocare al più presto il Consiglio e un’apertura di massima rispetto a un recente intervento del consigliere regionale gallaratese Luca Ferrazzi (VEDI QUI), che invoca una presa di posizione comune della città e del territorio, senza distinzioni di appartenenza politica.

Massimo Gnocchi (Ocg) ha annunciato: «La richiesta di una nuova convocazione è stata depositata nella mattinata di ieri. Ora il presidente del Consiglio comunale ha 20 giorni per procedere. Faccio presente che, di fronte alla prospettiva di uno slittamento della nostra mozione, in Conferenza capigruppo è stato chiesto di garantire una nuova riunione il 7 giugno. Non possiamo garantirlo, ci è stato risposto, bisogna verificare».

«Dobbiamo uscire ­– ha affermato Pignataro - dalle solite divisioni tra maggioranza e opposizione. Se la mia casa sta bruciando devo cercare di spegnere l’incendio. Ma se uno butta acqua e un altro aspetta, tutto va distrutto. All’ospedale di Gallarate si rischia l’effetto domino: chiusure per Cardiologia ed Emodinamica, Radiologia è in una situazione di grande criticità, a catena sarà a rischio Terapia intensiva. Quello della mozione è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per muovere le acque. Se, poi, qualcuno, chiunque, avesse proposte più efficaci e più rapide, le sosterremmo. Possiamo convergere su un documento comune, come dice Ferrazzi. Per rappresentare il territorio, anche se sappiamo che la Sanità è di competenza regionale. Il rinvio della discussione su questi argomenti sorprende. Peggio, sconcerta».

«Il documento comune – ha puntualizzato ancora Gnocchi – poteva essere la nostra mozione, anche considerando un voto all’unanimità su un documento praticamente identico lo scorso 28 novembre».

Margherita Silvestrini (Pd) ha ribadito un concetto espresso anche da Pignataro: «Dobbiamo essere grati a medici e infermieri che oggi sopportano carichi di lavoro eccessivi, dunque che si trovano in condizioni di alto rischio operativo. Si stanno assumendo grandi responsabilità. Da parte nostra, vgliamo garantire che, insieme alle forze politiche e anche alle associazioni, si porti una voce autorevole alla Regione per avere una risposta sanitaria adeguata».

Carmelo Lauricella (Pd):«Ricordo che abbiamo un consigliere comunale in Regione e un assessore che, qui a Gallarate, è stata anche vicesindaco (sono, rispettivamente, Giuseppe De Bernardi Martignoni e Francesca Caruso, Ndr). Vorrei, in generale, che si ricominciasse a chiamare le cose con il loro nome. Abbiamo sentito parlare di aggiustamenti, razionalizzazioni, accorpamenti. Ma una chiusura è una chiusura, i tagli sono tagli, le interruzioni sono interruzioni».

Sul Consiglio comunale di martedì sera è tornato Cesare Coppe (Cèv): «È stata una pagina vergognosa, abbiamo assistito a qualcosa di paradossale, come la conferenza capigruppo. Un argomento che circolava tra i consiglieri di maggioranza è che il sindaco si è già sufficientemente esposto con la Regione. Ma la cittadinanza ha bisogno di risposte che non arrivano da mesi. Andrea Cassani è il sindaco di Gallarate e deve fare l’interesse della città e del territorio».

Stefano Tosi

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