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Busto Arsizio | 23 maggio 2023, 16:27

Lavoro nel Terziario? "My job day" a Malpensafiere

Incontro fra offerta e domanda di lavoro, a tu per tu. Tavoli dedicati e formazione. Iniziativa promossa da Ente Bilaterale del Terziario. Incrocio di generazioni

Lavoro nel Terziario? "My job day" a Malpensafiere

Volti, persone, storie a “My job day”, iniziativa organizzata a Malpensafiere da Ente Bilaterale del Terziario. Scopo: presentarsi, conoscersi, parlarsi. Fra persone. Mettere in contatto domanda e offerta di lavoro, per guardarsi negli occhi, per ascoltarsi, intuire. E darsi da fare.

Presidente dell'Ente bilaterale del terziario, Giuseppe D'Aquaro

Ai tavoli dei colloqui, i referenti per 23 aziende del territorio. E oltre 100 candidati, giovani e meno giovani, in cerca di altrettante occupazioni o di un cambiamento nella propria vita lavorativa. Ci sono gli studenti delle superiori in bilico fra prosecuzione degli studi e ingresso nel mondo degli adulti. Ci sono i “grandi”, in cerca di riscatto, scoperta o cambiamento. Ci sono le aziende.

Ecco Stefano, 55 anni. Non sono ancora le 13 e ha già sostenuto quattro colloqui. Punta a portarne a casa altri tre. «Ho lavorato in azienda per 30 anni – riassume – come tecnico informatico. Poi, però, il servizio di cui mi occupavo è stato esternalizzato. Sono passato a una società di consulenza. Due anni e mezzo, poi mi hanno lasciato a casa». La specializzazione di Stefano, informatica, è parecchio richiesta. «Sì – conferma – ma c’è anche confusione. Mi è capitato di avere un sospetto: che il curriculum non venga valutato con la giusta attenzione. O che si proceda ancora per una sorta di passaparola, per conoscenze». A Malpensafiere perché? «Perché, credo, qui si può velocizzare il recruiting, si entra in contatto più in fretta».

Lorenzo, bustocco, di anni ne ha 38. Lavora in ambito commerciale, ramo casalinghi. «Sono qui perché mi piacerebbe impegnarmi in qualcosa che mi piace di più rispetto a quello che faccio. Oggi sono abbastanza tranquillo, ma all’inizio è stata davvero dura. E vorrei cambiare – confida, mentre aspetta di incontrare una responsabile delle risorse umane per una realtà della Grande distribuzione organizzata – l’alimentare, per esempio, mi interessa parecchio».

Simone, 23enne, cerca lavoro da qualche mese, per la prima volta: «Sono elettricista e ho seguito dei corsi per approfondimenti tecnici». Quanti colloqui hai sostenuto? «Tre. E mi sembrano che siano andati bene. Ma non si può mai dire…».

Poi ci sono gli studenti e le studentesse. Hanno partecipato a una mattinata di formazione con il Centro per l’Impiego di Varese, sempre nell’ambito di “My job day”. Alcuni di loro hanno portato quanto appreso direttamente agli incontri con le aziende. Questione di minuti, insegnamenti freschi. Temi affrontati: curriculum vitae, gestione dei colloqui e Linkedin, il “social del lavoro”. Provengono, ragazze e ragazzi, da istituti tecnici e professionali, da Valceresio, Tradate e Varese.

Franco Cavallone, docente d’inglese all’Enaip: «Ho percepito interesse, da parte dei ragazzi. Anche se i nostri, parliamo di studenti di quarta, hanno già assaggiato il mondo del lavoro, hanno affrontato gran parte dell’anno scolastico facendo stage… Per loro, quel passaggio è vicino». Francesca, Davide, Zied, Manuel si confrontano e il giudizio è unanime: le informazioni ricevute sul Curriculum vitae sono abbastanza note, anche se un ripasso non guasta. Interessantissime, così vengono considerate, le dritte sui colloqui di lavoro. Linkedin suscita reazioni fredde.

A pochi metri ci sono Benedetta, Alice, Ilaria, Ayoub, Giada. Frequentano il Montale di Tradate. Prospettive diversificate: la prima intende iscriversi a Giurisprudenza, la seconda punta a studi universitari di ambito economico. Ilaria: voglia di cambio radicale, verso l’estetica. Ayoub si immagina presto al lavoro, in azienda.  Giada studierà economia aziendale. Ma la questione colloquio resta in cima al gradimento.

Il mondo del lavoro incoraggia o preoccupa? Unanimità: preoccupa. Domanda: per le difficoltà da affrontare o per il timore di non trovarne, di lavoro? «Un po’ tutte e due le cose. Ma c’è un passaggio fondamentale: quando ci misureremo con quelle questioni non saremo insieme. Certi aiuti, come passarci gli appunti, non esisteranno più».

L’inquietudine non cancella la determinazione. Ai tavoli per il "tu per tu" ci sono aziende che stanno facendo la storia del territorio. Se ne possono intervistare i rappresentanti azzeccando il momento: non sono lì per rilasciare dichiarazioni ma per incontrare. Maria Sole Monolo, talent acquisition and employer Branding coordinator per Eolo: «Devo dire la verità: non sempre chi si presenta ha le caratteristiche esatte. Ma riscontriamo talento e sfruttiamo un’occasione come questa per fare ricerca attiva. Quindi occorre lavorare per trovare il giusto match. Anche con il territorio nel quale siamo nati e cresciuti. Il territorio ci interessa».

Da Tigros, Elena Ingallina: «I riscontri sono buoni. Stiamo incontrando candidati che non conoscevamo, altri già noti. Cerchiamo persone che si occupino della vendita, del commercio. Posizioni delicate. Anche da formare». Postazione gettonata.

Claudia Mangiacavalli, Brico Ok: «Cerchiamo innanzitutto giovani, il nostro personale ha un’età media di 31 anni. E sappiamo che non ci si lega per la vita, ma che da noi ci sono possibilità di crescita. creiamo un ambiente». A “La seconda strada”, Gaia Garofalo: «Stiamo cercando, sull’informatica, un profilo senior, informatico. Ci interessano anche quelli junior  ma occorre creare il giusto mix di esperienza e novità. In generale: per noi sono interessanti tutti e tutte, anche over 50».

Ricerche diverse. E opportunità, a volte, inaspettate.

Stefano Tosi

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