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Busto Arsizio | 23 maggio 2023, 15:00

Gli studenti delle medie “Bellotti” incontrano i Carabinieri: «La legalità nasce dal comportamento di tutti noi»

Le classi prime hanno ricevuto dai militari la patente per lo smartphone, le seconde e le terze hanno parlato di mafia, e non solo, nella Giornata della Legalità (anniversario della strage di Capaci). La preside, Fabiana Ginesi: «Non cercate scappatoie, vi fregate la vita»

Gli studenti delle medie “Bellotti” incontrano i Carabinieri: «La legalità nasce dal comportamento di tutti noi»

In occasione della Giornata della Legalità, le scuole medie “Bellotti” di Busto hanno organizzato un incontro con le classi terze in cui si è parlato di mafia con i Carabinieri di Busto Arsizio. Gli stessi militari hanno poi consegnato la patente per l’utilizzo dello smartphone agli studenti di prima, mentre i ragazzi di seconda sono rimasti in aula per visionare la videolezione del Pime “Parlate della mafia”.


«Il domani siete voi, quindi dovete attivarvi per fare in modo che la nostra società possa essere migliore», ha detto ai ragazzi di terza media il luogotenente, comandante della stazione Carabinieri di Busto Arsizio, Francesco Caseri, che ha poi mostrato loro un video in cui veniva spiegato cosa fosse la mafia.

«Lungi da me darvi la ricetta per sconfiggere la mafia – ha detto dopo il video il luogotenente – ma la legalità nasce dal comportamento di tutti noi. Il nostro comportamento, anche a questa età, un domani potrebbe creare dei problemi». Ed ha voluto sottolineare: «Nel video avete visto la foto di Carlo Alberto Dalla Chiesa, è stata sua l’idea di andare a parlare con i ragazzi nelle scuole, per creare una società migliore».

Il comandante ha poi spiegato ai ragazzi il significato di imputabilità perché «dal 14esimo anno di età voi potete essere processati dal Tribunale dei Minori», per poi spiegare loro diversi tipi di reati che possono essere commessi a scuola.

Nel video, tra tutte le attività illegali svolte dalla mafia, era presente lo spaccio. Tema che è stato sottolineato dalla preside, Fabiana Ginesi, per far capire ai suoi studenti che «la mafia non è localizzata solo nelle regioni che abbiamo visto nel video, ma è ovunque». E per raccomandarsi per il futuro: «Il mio consiglio è di non cercare scappatoie. Ci sono cose giuste e cose sbagliate, non ci si deve far prendere dall’idea di “che cosa sarà mai?”. Siete quasi pronti per il passaggio alla scuola secondaria, sarete delle prede per queste cose, non fatevi ingolosire. Vi fregate la vita, fate attenzione, non per me, per il comandante o per i vostri genitori, ma per voi stessi».

Poi il comandante Caseri ha risposto alle curiosità dei ragazzi. Al termine della mattinata ha incontrato gli studenti di prima media, per la consegna della patente per lo smartphone. I ragazzi, per riceverla, hanno fatto dei corsi con le loro insegnanti: 5 moduli da 2 ore l’uno e a conclusione del percorso un esame d’idoneità.

Michela Scandroglio

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