Varese | 25 marzo 2023, 12:51

Al Molina la Casa del Sollievo, un luogo di affetti per accompagnare il malato verso il fine vita

Inaugurata oggi una parte della residenza varesina dedicata ai pazienti con diagnosi a evoluzione progressiva e infausta, nella quale alle logiche cliniche si accompagnerà l'attenzione alla dimensione psicologica, relazionale e spirituale del malato e dei suoi cari. La struttura, 15 posti letto in 9 camere, è stata realizzata grazie all'impegno della Fondazione e dell'associazione Varese con Te

Al Molina la Casa del Sollievo, un luogo di affetti per accompagnare il malato verso il fine vita

La Casa del Sollievo della Fondazione Molina è realtà. 

Si tratta di un percorso di cura diversificato, che prende in considerazione il complesso dei bisogni del malato inguaribile. Questo progetto è stato reso possibile grazie al significativo sostegno economico dell'associazione "Varese con Te".

Una parte della residenza varesina - 15 posti letto suddivisi in 9 camere, corredate da spazi comuni e arredate da tante foto ritraenti gli scorci più belli della nostra provincia - è stata attrezzata per un percorso di cura che prende in considerazione il complesso dei bisogni del malato inguaribile, affiancando alle logiche cliniche le attenzioni alla 

Quello che si realizza nella Casa del Sollievo è un progetto centrato sulla personalizzazione della cura, adattata alla malattia, ma soprattutto alle esigenze, anche inespresse, della persona e dei suoi familiari. Si può parlare di cure "sartoriali", cioè di un insieme di cure poliedriche fatte a "misura" per quel paziente, uniche e irripetibili: l'accompagnamento al fine vita in un viaggio di emozioni per aiutare la persona malata e i suoi cari.

L’inaugurazione è avvenuta questa mattina alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del sindaco di Varese Davide Galimberti e della vice Ivana Perusin, dei parlamentari Alessandro Alfieri e Maria Chiara Gadda, dei consiglieri regionali Emanuele Monti, Samuele Astuti e Giuseppe Licata, del past president del Molina Guido Bonoldi, dell’ex senatore Antonio Tomassini e del prevosto di Varese monsignor Luigi Panighetti.

«La finalità della nuova Casa del Sollievo è quella di migliorare ulteriormente quanto già viene fatto, con etica e dedizione, dal personale dei Nuclei in Fondazione - ha affermato il presidente della Fondazione Molina Carlo Maria Castelletti - Il modello organizzativo si avvarrà di un'équipe con competenze specifiche in formazione permanente, per integrare l'assistenza medico-infermieristico al supporto psicologico, relazionale e spirituale. Il nuovo servizio residenziale rappresenta il consolidamento di quanto già avviato nei decenni passati da Varese con Te sul territorio: infatti il paziente potrà accedere, oltre che dall'Ospedale, direttamente dal domicilio inviato dal suo medico curante». «Sarà questo - ha aggiunto - un luogo di affetti».

«La Casa del Sollievo rappresenta il coronamento dell'attività della nostra associazione, che da più di trent'anni dedica ogni sforzo alla dignità dei malati inguaribili - ha invece detto il presidente di Varese con Te Michele Graglia - Affermiamo così il diritto di non soffrire. Ringrazio i nostri soci e tutti coloro che in questi trent’anni hanno seguito la nostra attività e reso possibile tutto questo».

La struttura accoglierà pazienti con diagnosi di malattia a evoluzione progressiva e infausta, a differente eziologia: malati oncologici, con malattia respiratoria, cardiologica, neurologica, patologica, nefrologica e con demenza in fase avanzata. Offrirà altresì una risposta alla grande necessità assistenziale che deriva dalla condizione clinica del malato, alla luce di questi fattori: impossibilità della famiglia e/o del caregiver ad assistere il proprio caro a domicilio, per motivi sanitari e sociali;problematiche nell'uso delle strumentazioni e dei presidi necessari per il controllo dei sintomi del malato, non gestibili in maniera adeguata al domicilio; elevato livello assistenziale o ridotta autonomia funzionale e/o compromissione dello stato cognitivo, caratterizzanti uno stato di fragilità del paziente, dei familiari e del caregiver.

Redazione

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