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Cultura | 19 marzo 2023, 00:00

Un viaggio lungo le strade del ciclismo nel nome di Luigi Ganna: il nuovo libro di Stefania Bardelli

“40,405” è il titolo dell’ultimo libro della giornalista sportiva che vuole ripercorrere le strade e i ricordi della sua famiglia, ma anche del grande ciclismo italiano, attraverso la figura del varesino che per primo ha vinto il Giro d’Italia, nel 1908

Dettaglio della copertina di "40,405" di Stefania Bardelli

Dettaglio della copertina di "40,405" di Stefania Bardelli

40,405. Cinque cifre che per alcuni non hanno un senso, ma per altri rappresentano un grande momento nella storia di un particolare disciplina sportiva.

Stiamo parlando del ciclismo e, come tutti i grandi appassionati sanno, 40,405 è il record italiano di chilometri percorsi in un’ora, raggiunto per la prima volta da Luigi Ganna. Proprio a questa figura è dedicato, appunto, 40,405, l’ultimo libro di Stefania Bardelli, giornalista sportiva.

Ricordi di famiglia

«Mio nonno era nipote di Luigi, il ciclismo ce l’abbiamo nel sangue, è una passione che mi accompagna fin da piccola, avevo in mente da un po' di scrivere un libro su Ganna, primo vincitore del Giro d’Italia, nel 1909, oltre che grande ciclista, protagonista di anni epici» ha raccontato l’autrice, emozionata mentre ripercorre la storia non solo di un importante personaggio, ma anche della sua famiglia, richiama alla mente i suoi ricordi.

«Ha fondato lui la Cicli Ganna in Viale Belforte, da allora Varese esporta le bici nel mondo. Nel libro, ho ripreso ricordi e aneddoti della famiglia, dei suoi nipoti, ho parlato di Giovanni Borghi e quello che ha rappresentato per lo sport varesino, di Fiorenzo Magni, che nel 1951 ha corso il Giro d’Italia con la maglia Ganna e ha riportato a Varese la vittoria di questa importante gara, ma anche del Veloclub Varese, la squadra in cui corse mio nonno, grazie a questo i mondiali del 1971 sono arrivati nel nostro velodromo, da allora intitolato a Luigi Ganna».

Uno sport per tutti

Insomma, quello di Stefania è un vero e proprio romanzo, «una storia discorsiva, senza troppi dettagli tecnici, il problema del ciclismo è proprio questo, quando si chiude nel tecnicismo, chi non capisce si sente escluso, in realtà è uno sport inclusivo, per tutti, unisce, secondo me ci sono tutte le condizioni per farlo tornare e, soprattutto, per far tornare la gente ad amarlo, perché è una disciplina che ti consente di scendere in strada e veder passare i grandi campioni. Il mio libro, infatti, si rivolge a tutti, ai “nostalgici” dell’epoca ma anche ai giovani, ho notato che ci sono tanti ventenni che si informano, vanno a cercare foto e notizie dell’epoca. Mi piacerebbe – ha concluso – che 40,405 permettesse di rivivere i momenti in cui il ciclismo era uno sport per tutti».

40,405, edito da Sunrise Media, sarà disponibile da aprile nelle librerie di Varese e sul sito della casa editrice, ma se volete leggerlo in anteprima potete contattare direttamente l’autrice, scrivendo a stefaniabardelli@gmail.com.

Giulia Nicora

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