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Economia | 01 febbraio 2023, 12:00

I proprietari di case sono i nuovi poveri d'Italia: le spese non finiscono mai!

L’esperto risponde - Da sempre rifugio, oggi il mattone è diventato un onere sempre più difficile da mantenere. Insieme a Camera Condominiale Varese facciamo il punto della situazione sulle difficoltà di pagare le spese di condominio

I proprietari di case sono i nuovi poveri d'Italia: le spese non finiscono mai!

“I Have a Dream” è il titolo del discorso pubblico pronunciato dall'attivista americano per i diritti civili Martin Luther King Jr., tenuto a Washington il 28 agosto 1963; il sogno, per molti italiani, fino a qualche anno fa era rappresentato dal “mattone”, ovvero la casa. Oggi, quel sogno si è trasformato in un incubo non solo per gli aumenti sui tassi di interessi dei mutui, ma anche per le spese condominiali sempre più onerose. Tanto che tra i “nuovi poveri” sono annoverati i proprietari di immobili che pur essendo percettori di reddito non ce la fanno a far fronte alle spese, poiché le spese per la casa non si concludono con l’acquisto ma continuano per tutta la vita. Oltre alle spese ordinarie condominiali, ci si espone a spese straordinarie per le quali si potrebbe essere impreparati poiché spesso giungono inaspettatamente.

In redazione è pervenuta una lettera sul tema: «Sono un padre separato di una famiglia monoreddito con due figli da mantenere. Sono proprietario dell’immobile in cui vivono i ragazzi insieme alla madre affidataria e rientro tra quei condomini morosi che non riesce a sanare la posizione debitoria nei confronti del condominio. Cosa posso fare?”

Purtroppo gentile lettore, se può confortarla, non è l’unico. La fine del 2022 è stata piuttosto “calda”, sia da un punto di vista climatico che dei rincari energetici che hanno gravato sulle famiglie italiane e che si sono riflesse sulle compagini condominiali. Cosicché, gli amministratori, combattuti dal buon senso del pater familias e dai tempi sempre più stringenti che gli impongono il recupero coattivo degli oneri insoluti, sono stati e continuano ad essere “capri espiatori” del malessere condominiale in quanto si troveranno con bilanci in “affanno”, insufficienti ad onorare le spese con regolarità. Dovranno apportare, inevitabilmente, correttivi ai bilanci con rate straordinarie e piani di rientro con i fornitori, che non risolveranno a monte il problema perché i debiti si accumuleranno.  

In ogni caso, qualora vi sia la necessità di recuperare le spese condominiali nei confronti dei condomini morosi, è necessario che l’amministratore si attivi, attraverso un avvocato, per ottenere dal giudice un provvedimento che condanni il debitore al pagamento degli arretrati. Questo provvedimento viene detto «decreto ingiuntivo». Prima di agire legalmente e rivolgersi al tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo, solitamente l’amministratore tenta delle vie più soft: una lettera di sollecito, redatta da egli stesso, nel quale esorta il condomino a pagare i suoi debiti entro quindici giorni; se la lettera di sollecito non sortisce alcun esito, può inviare al debitore una lettera di diffida e messa in mora, nella quale per l’ultima volta lo esorta al pagamento e, in mancanza del quale, sottolinea che sarà costretto ad adire le vie legali.

Se i tentativi risultano vani, all’amministratore non rimane altro che il decreto ingiuntivo, per la cui richiesta l’amministratore non ha neanche bisogno della delibera assembleare che lo autorizzi. Il decreto sarà immediatamente esecutivo anche se il debitore dovesse opporsi e solo se il debitore risultasse incapace a saldare il proprio debito le quote saranno dovute dagli altri condomini. In conclusione, le possiamo suggerire di contattare l’amministratore, concordare un piano di rientro mensile e sanare la sua posizione. Sicuramente non le verrà fatto ostruzionismo perché l’antico detto “meglio l’uovo oggi che la gallina domani” le farà da garante.

IL PROGETTO “L’ESPERTO RISPONDE” A CURA DI CAMERA CONDOMINIALE VARESE

“La cultura è alla base della società, rendendoci indipendenti, liberi e spingendoci al ragionamento ad avere buon senso”. E in questo contesto di Welfare State, inteso come sistema sociale diretto a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, che si inserisce il percorso intrapreso dalla Camera Condominiale di Varese, in persona del direttore generale Andrea Leta.

Una visione futuristica “de la compropriété”, come direbbero i cugini d’Oltralpe, quella della Camera Condominiale locale. Visione favorevolmente accolta anche dall’Unione Nazionale Camere Condominiali, presieduta dall’avvocato Michele Zuppardi, il cui fine è promuovere la ricerca, lo studio e la formazione di base e permanente nel campo del diritto, della tecnica, dell’amministrazione e più in generale della gestione del condominio e diffonderne risultati e di altre attività indicate nello Statuto.

La sede di Camera Condominiale Varese è situata in viale Ticino 24 a Gavirate. Per tutte le informazioni sono a disposizione la mail info@cameracondominialevarese.it, il numero di telefono 0332629323, il sito internet www.cameracondominialevarese.it e la pagina Facebook @CameraVarese.

 

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo - Avvocato Cassazionista, Articolista Giuridico

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