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Politica | 05 dicembre 2022, 13:49

FOTO. "L'Italia delle Regioni" parte dalla Lombardia. Fontana: «Composizione degli interessi di tutti e non contrapposizione»

E' in corso a Milano il 1° Festival delle Regioni alla presenza di tutti i governatori, della presidente del Consiglio e di alcuni ministri. Regionalismo, sviluppo, Pnrr ma anche autonomia al centro del dibattito. Meloni: «Nessuna fuga in avanti». Il governatore lombardo: «Vorrei capire quali sono le obiezioni all'autonomia, sono affermazioni generiche che non entrano nel merito dei contenuti»

FOTO. "L'Italia delle Regioni" parte dalla Lombardia. Fontana: «Composizione degli interessi di tutti e non contrapposizione»

«Composizione degli interessi di tutti e non contrapposizione», con queste parole il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha aperto i lavori del Festival delle Regioni in corso a Palazzo Lombardia per ragionare insieme agli altri presidenti delle Regione italiane sul futuro del regionalismo. Presenti anche in collegamento la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e nel pomeriggio i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltre ai ministri Calderoli, Fitto e Musumeci. Impossibile non fare riferimento al nodo fondamentale dell’autonomia, ma anche della coesione nazionale, due facce della stessa medaglia.

Sul tema è intervenuto lo stesso Fontana. «Vorrei capire quali sono le obiezioni all’autonomia – ha affermato il governatore lombardo – sono affermazioni generiche che non entrano nel merito dei contenuti. Occorre rivedere l’organizzazione istituzionale con le Province che devono essere rilanciate e ritrovare il proprio ruolo. Sussidiarietà orizzontale e verticale rispettosa di Comuni e Province».

La premier Meloni nel suo intervento ha sottolineato come il Governo «crede fortemente nella collaborazione con le Regioni e i territori che vanno valorizzati. Le sfide decisive che ci aspettano vanno affrontate con sinergia, con visione di lungo periodo per superare le politiche poco lungimiranti del passato come ad esempio sull’energia. Oggi paghiamo ancora le storture della Riforma del Titolo V del 2001 che ha aumentato la conflittualità tra poteri dello Stato. Da parte del Governo nessuna fuga in avanti ma dialogo con le Regioni con cui a breve organizzeremo un incontro tematico».

Di dialogo e di volontà di collaborazione hanno parlato anche il ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli e quello degli Affari Europei Raffaele Fitto.

«Le Regioni vogliono dare il loro contributo alla ricostruzione dello sviluppo del Paese – le parole del presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga – il Pnrr è stato scritto senza la Regioni, ora bisogna farlo evolvere perché porti utilità a tutti i territori, altrimenti il rischio è che i piccoli Comuni ad esempio possano restare indietro».

Il convegno prosegue nel pomeriggio con la riunione di cinque tavoli tematici: la Reti, il Modello Urbano regionale, Welfare, Territorio e Ambiente, Europa e Pnrr. 

Matteo Fontana


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