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Attualità | 05 ottobre 2022, 12:09

Costo dell'energia aumentato del 337,5%, imprenditore varesino va dal Prefetto

La richiesta di aiuto da un'azienda del territorio, con la bolletta passata da 960 mila euro a quasi 2 milioni e mezzo nonostante un decremento dei consumi del 50%. Salvatore Pasquariello manda una lettera al Governo: «Si sensibilizzino i fornitori»

Costo dell'energia aumentato del 337,5%, imprenditore varesino va dal Prefetto

Bolletta alla mano, si presenta dal prefetto. Che poi scrive ha al Governo: «I fornitori vanno sensibilizzati».

La vicenda è stata resa nota dalla Prefettura di Varese. Un imprenditore del territorio che si occupa della fusione di ghisa per l’industria elettromeccanica, automobilistica, meccanica ed edilizia ha incontrato il prefetto Salvatore Pasquariello, esponendogli i gravi problemi incontrati dalla sua azienda nel far fronte ai ricavi energetici.

Pur a fronte di un decremento del 50% della quantità di energia elettrica consumata da gennaio ad agosto 2022 rispetto agli stessi mesi del 2021, la sua bolletta è aumentata del 225%, passando da circa 960 mila euro a quasi 2 milioni e mezzo. A parità di consumi, l’incremento dei costi sarebbe stato del 337,5%.

Alla richiesta di rateizzazione della somma presentata al fornitore di energia elettrica, all’imprenditore è stato risposto che dovrà corrispondere l’intera somma in 30 giorni, pena la sospensione della fornitura. Nel caso ciò avvenisse sarebbero inoltre necessari almeno dieci giorni per la messa in sicurezza dell’impianto, onde evitare eventi pericolosi quali scoppi, esplosioni e incendi, per i quali l’imprenditore vorrebbe essere sollevato da ogni responsabilità.

Un problema privato, sebbene purtroppo a oggi molto comune, che potrebbe diventare addirittura pubblico. Anche per questo motivo ecco la decisione di scrivere a Roma: “Su questo fronte si auspica che da parte del Governo possano essere da subito adottate azioni di sensibilizzazione nei confronti dei fornitori, che sono spesso grandi soggetti, in qualche caso partecipati dallo Stato - si legge nella missiva - i fornitori potrebbero prendere in considerazione una rinegoziazione dei tempi di pagamento, per permettere alle imprese di riacquisire un equilibrio finanziario.”

Redazione

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