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Varese | 10 giugno 2022, 10:13

La nuova vita dell’oratorio di San Fermo: il progetto Re-Start recupera i giovani del quartiere

Grazie alla collaborazione tra la cooperativa Naturart e la parrocchia, una quarantina di adolescenti del rione di Varese sono tornati a rianimare il centro di aggregazione. Con l’aiuto di educatori professionisti, partirà a breve anche l’oratorio estivo. Don Matteo Missora: «I ragazzi vengono qua sapendo di essere accolti»

La nuova vita dell’oratorio di San Fermo: il progetto Re-Start recupera i giovani del quartiere

Dove sono finiti i giovani che durante la pandemia, a causa di isolamenti forzati, sono stati privati dei momenti preziosi della loro adolescenza?

Oltre quaranta di questi, nel quartiere di San Fermo, hanno ripreso contatto, negli ultimi tempi, con la realtà locale. Il posto in cui hanno trovato accoglienza è stato l’oratorio, tornato qui a essere prezioso luogo di aggregazione giovanile. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra la parrocchia Santi Fermo e Rustico e il personale del progetto Re-Start, la cui capofila è la cooperativa sociale Naturart.

Re-Start è un progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, avviato a ottobre 2020 per tre anni, con lo scopo di raggiungere oltre 5.000 ragazzi e ragazze e 500 famiglie nei comuni di Varese, Malnate e dintorni.

«Re-Start è riuscito a far ripartire questo contesto che mette insieme nello stesso momento realtà che si occupano di educazione dei minori - le parole di Elena Spello, educatrice professionista che, insieme ad Alan Perini della cooperativa “La miniera di Giove”, conduce il tavolo di sviluppo della comunità di San Fermo. «È un tavolo di sviluppo che lavora sulle cose concrete e operative. Mettere insieme realtà diverse ha velocizzato il processo: l’incontro tra educatori di Re-Start e la parrocchia ha messo un po’ di olio nel motore. Ci siamo detti che i ragazzi in giro ci sono poco e manca un luogo in cui possano stare».

Il loro lavoro è stato quello di mettere in contatto le diverse realtà locali, che hanno poi avviato nella pratica il progetto.

Lo racconta anche Massimiliano Potenzoni, educatore professionale di Naturart e coordinatore del progetto Re-Start: «Abbiamo voluto provare a dare un luogo di libera aggregazione. Quello che si sta provando a fare è riproporre gli oratori com’erano fino a quindici anni fa, visto che negli ultimi anni c’è stato un movimento di chiusura. Serve un’attenzione rispetto a quello che succede: noi stiamo provando ad accogliere tutti, in équipe prepariamo i metodi e i momenti di ascolto. La riapertura dell’oratorio è un grande gesto di fiducia nei nostri confronti: noi siamo educatori professionali, ma abbiamo massimo rispetto del contesto che ci ospita».

Concetto su cui anche Elena Spello concorda, raccontando che «l’oratorio che apre le porte a educatori professionisti, senza alcuna connotazione spirituale, è come saltare gli steccati».

L’oratorio di San Fermo è quindi tornato a essere vissuto dai giovani del quartiere. La fiducia che gli educatori di Re-Start si sono visti ricevere è arrivata dal “padrone di casa”, Don Matteo Missora: «A San Fermo ha aperto questo progetto Re-Start: loro hanno messo la parte educativa e l’oratorio ha messo lo spazio, la cosa ha funzionato. I ragazzi hanno iniziato a uscire di nuovo e vivere lo spazio che è lì per loro, e ora c’è anche una presenza educativa. Gli abbiamo dato fiducia».

Ma qual è la reale situazione in cui gli adolescenti di San Fermo vivono la quotidianità del quartiere? L’idea comune dei due educatori è quella che le problematiche reali non siano troppo differenti da quelle di tutte le località di periferia. Semplicemente «qui c’è soltanto maggior concentrazione di situazioni critiche» afferma Spello, a cui fa eco Potenzoni: «In questo quartiere c’è un concentrato di situazioni problematiche, ma ci sono tante realtà che collaborano. Grazie al loro coinvolgimento si sta facendo un lavoro culturale per il quartiere».

Dopo due anni di isolamento forzato, in cui gli adolescenti sembravano spariti dalla realtà locale, ecco quindi che grazie alla collaborazione tra Re-Start e parrocchia i giovani stanno tornando a vivacizzare l’ambiente. Con la fine delle scuole, educatori e ragazzi si preparano anche ad avviare l’oratorio estivo.

«Gli abbiamo dato fiducia - conclude Don Matteo Missora - e ora partiremo con l’oratorio estivo nella formula dei tre pomeriggi a settimana. Con gli educatori di Re-Start, i ragazzi vengono qua sapendo di essere accolti». 

Lorenzo D'Angelo

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