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Varese | 09 giugno 2022, 09:32

Anpi su pietre d’inciampo: «Ritardi che sviliscono il progetto di memoria diffusa»

La mancata discussione da parte del consiglio comunale di Varese della mozione sulle pietre d’inciampo, martedì sera, non è passata inosservata all'Anpi provinciale, che rincara in una nota a firma della presidente Ester Maria De Tomasi

Anpi su pietre d’inciampo: «Ritardi che sviliscono il progetto di memoria diffusa»

La mancata discussione da parte del consiglio comunale di Varese della mozione sulle pietre d’inciampo, martedì sera, non è passata inosservata all'Anpi provinciale, presente alla seduta. Che all'indomani rincara la presa di posizione in una nota a firma della presidente Ester Maria De Tomasi: «Reiterare i ritardi, le mancate risposte, svilisce il progetto di valenza storica nazionale e internazionale e priva i cittadini di Varese della tangibile memoria diffusa».

«La sera del 7 giugno 2022, io, Ester Maria De Tomasi, Presidente di Anpi provinciale Varese, Annamaria Pintabona, Vicepresidente Anpi provinciale Varese e altri membri del Comitato provinciale di Varese, presenti sino oltre la mezzanotte alla seduta del Consiglio comunale di Varese, abbiamo avuto la netta impressione che la maggioranza consiliare abbia dimostrato uno scarso interesse relativamente al progetto pietre d’inciampo, evitando la discussione della mozione presentata su tale argomento.

Le pietre sono dedicate a Calogero Marrone, Luigi Morellini, Mario Molteni, Attilio Paolo Vergani, cittadini di Varese assassinati nei campi di sterminio. Anpi provinciale Varese, in collaborazione con il Comitato delle Onoranze ai Caduti del San Martino, ha fortemente perseguito il progetto delle pietre d’inciampo in provincia di Varese, per rispondere alla necessità di riaffermare il valore della memoria, riscontrando l’immediata adesione e la massima collaborazione degli altri comuni interpellati. Posare queste pietre, nelle diverse città della provincia, darà la possibilità a chiunque le incontrerà sul suo cammino, di calarsi in quel drammatico passato, dove la vita non aveva nessun valore e di porsi quindi delle domande.

Sulle pietre è incisa la parola “assassinato”, una parola forte ma dovuta. Le donne, gli uomini, i bambini, hanno subito nei campi di sterminio, la fame, la disperazione la tortura e la morte, donne e uomini spesso dimenticati ai margini della memoria, assassinati dai nazisti. Il nostro umile intento è quello di ridare a loro un nome, inciso sulla pietra a imperitura memoria.

Reiterare i ritardi, le mancate risposte, svilisce il progetto di valenza storica nazionale e internazionale e priva i cittadini di Varese della tangibile memoria diffusa».

Redazione


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