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Varese | 27 maggio 2022, 10:30

Nella casa del futuro l'uomo ritorna al centro

Arredo Più e Ance individuano i nuovi paradigmi dell'edilizia residenziale. La pandemia è diventata un'opportunità: si può vivere meglio, si può stare in un ambiente più bello. E la casa, mimesi di più ambienti, diventa una "storia" da raccontare...

Nella casa del futuro l'uomo ritorna al centro

La casa del futuro (anzi, già del nuovo presente)? Una casa che diventa mimesi di diversi ambienti: ufficio, scuola, palestra… Tutto ciò che serve a riempire la propria “comfort bubble”. Una casa in cui l’interior design ha un ruolo decisivo, per non sprecare nemmeno un metro di spazio. Una casa, soprattutto, che al centro ritrova l’uomo, con le sue esigenze, con la sua unicità.

Tutto questo è parte del nuovo paradigma dell’edilizia residenziale, esplorato ieri all’interno di Arredo Più Varese per il tramite di un interessante e partecipato convegno organizzato da Ance e dalla famiglia Pascucci. Un passo nel domani fatto in un luogo che è già domani: Smart House, la divisione del Gruppo Arredo Più dedicata al contract residenziale, dove una rete di professionalità (architetti, imprenditori, costruttori, real estate) e servizi sviluppano progetti integrati che trasformano l’abitazione da semplice oggetto immobiliare a prodotto finito e “vivente” sulle emozioni umane.

Perché oggi c’è un continuum tra essere e spazio: lo ha determinato il repentino sviluppo dei modelli culturali e delle abitudini sociali, ridefinendo gli equilibri soprattutto all’interno dell’ambiente domestico. “Potere” della pandemia, lo ha ricordato l’appassionato viaggio nella storia proposto dall’architetto varesino Elena Brusa Pasquè: non è una novità che ogni sconvolgimento planetario abbia cambiato il timbro al costruire e all’abitare, tanto da costringere il professionista «a disimparare tutto ciò che sa per imparare qualcosa di nuovo».

E il Covid ha certamente portato «problemi e stress all’uomo moderno - ha ricordato il team coach Francesco Pimpinelli - ma anche delle scoperte: si può vivere meglio, si può stare in un ambiente più bello».

E allora ecco la nuova casa, come immaginata dagli architetti Adolfo Suarez e Rudi Manfrin: con una stanza in più, anche se piccola, completamente basata sull’interior già nel suo progetto, provvista di spazi esterni, sostenibile e soprattutto… “raccontata”, come se fosse una storia che si sposa magnificamente con l’unicità dell’uomo che la va ad abitare.

Sì ma dove si trova questa casa? Preferibilmente nelle città medio piccole: la pandemia ha convinto tante persone a scegliere di cambiare coordinate al proprio vivere, a lavorare ovunque e da ovunque e quindi a prediligere la propria pace interiore alla vicinanza e alla comodità. Una sfida anche per Varese, come ha ricordato la vicesindaco Ivana Perusin: permettere a chi decide di vivere nella Città Giardino di godere di una moltitudine di servizi e opportunità, sempre vagliati sotto la lente dell’innovazione, accanto a caratteristiche tipiche come verde, bellezza paesaggistica e tranquillità.

Redazione

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