/ Territorio

Territorio | 21 aprile 2022, 16:32

Luigi, il capocantiere che costruiva le chiese e amava il suo Ticino

Lutto a Lonate Pozzolo per la scomparsa di Luigi Verderio, un uomo generoso, coraggioso e geniale. Ha voluto che le sue ceneri fossero disperse nel fiume e che si destinassero offerte agli Amici di Rossella

Luigi Verderio aveva 89 anni

Luigi Verderio aveva 89 anni

All’età di 89 anni è venuto a mancare il capo cantiere che aveva edificato le chiese di Sant’Antonino Ticino, Arnate, Madonna in campagna e la chiesa del Cuoricino di Cardano al Campo.

Lonate Pozzolo è in lutto per la scomparsa di Luigi Verderio, una persona riservata, timida, discreta, ma dal cuore grandissimo e che ha fatto tanto per il paese. Come lo ricorda la figlia Stefania: «Il papà è sempre vissuto in sordina, ma merita tanto di essere ricordato. Era generosissimo e in questi ultimi anni ha sopportato in modo incredibile, direi stoico, la sua invalidità, determinata a seguito di un intervento nel 2013 che gli aveva provocato una paralisi totale alla parte sinistra. L’intervento avrebbe dovuto prevenire l’ictus, ma c’era un lieve margine di rischio che le cose non andassero bene e così purtroppo è stato. Insomma abbiamo cercato d’ingannare il destino, ma questo è stato più furbo di noi. Per questo ci tengo a sottolineare quella data che è rimasta impressa in tutta la nostra famiglia: il 26 settembre 2013. A differenza dei fratelli e del figlio che sono sempre state persone “pubbliche”, lui è sempre stato il classico uomo casa-chiesa e lavoro».

Il cugino è Modesto Verderio, uno dei fondatori insieme a Bossi della Lega Nord, il fratello sempre con il medesimo nome era presidente dei bersaglieri di Lonate e il figlio Fabrizio è stato presidente della Pro Loco. Nato nel 1932, Luigi Verderio ha trascorso l’infanzia e la prima giovinezza in una casa accanto al campo dell’aviazione di Lonate. Ha vissuto la guerra che lo ha costretto a trasferirsi in una cascina. «La sua non è stata un’infanzia facile – prosegue la figlia – il nonno era invalido, così il papà a 12 anni ha iniziato a lavorare nelle risaie e a 14 nell’impresa Bollazzi di Lonate dove è rimasto per 42 anni come capo-cantiere. La cosa più bella che ricordo di papà è stata la sua genialità e originalità. Adorava le nipoti Jessica e Martina e amava le rose per cui io gli ho creato un roseto».

Ultimamente le condizioni di salute sono peggiorate e uno scompenso cardiaco prima e un ictus poi hanno complicato la già delicata situazione. Per sua volontà non è stata celebrata la funzione religiosa. Ha voluto che le ceneri fossero disperse nel Ticino. «La sua è stata una morte dignitosa anche grazie alle cure palliative  domiciliari dell’ospedale di Busto Arsizio – ci tiene a sottolineare la figlia – per le quali chiediamo questo: che tutti coloro che lo hanno amato, conosciuto e stimato lo possano ricordare con offerte all’associazione Amici di Rossella Onlus a sostegno del reparto Cure palliative dell’ospedale bustese».

Laura Vignati

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore