Via libera della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone al progetto di legge di revisione normativa ordinamentale contenente le modifiche tecniche concordate da Regione Lombardia con il Governo sulla legge di potenziamento della sanità lombarda approvata a novembre scorso.
«Con la votazione di questo provvedimento abbiamo recepito le indicazioni che ha rilevato il Governo sulla legge di potenziamento della sanità lombarda, in ottemperanza del principio di leale collaborazione istituzionale. Le modifiche apportate sono di natura tecnica e riguardano l’1% della legge approvata lo scorso anno». Così Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone e relatore del provvedimento, al termine della votazione del progetto di legge n.213.
«Sono soddisfatto che in questo modo Regione Lombardia abbia ottemperato agli impegni assunti con lo Stato centrale. Dopo l’approvazione della legge di potenziamento della sanità lombarda da parte del Consiglio dei Ministri di inizio anno, questo passaggio ci dà un ulteriore stiamolo a continuare nella direzione già avviata. I primi risultati dell’attuazione della legge 22/2021 sono già evidenti, a partire dall’inaugurazione delle prima case della comunità» ricorda Monti.
«Siamo al lavoro per portare in Aula una soluzione che possa permettere di avviare percorsi innovativi di telemedicina tramite l’acquisto degli appositi dispositivi tecnologici da distribuire ai malati cronici. Su questo il Governo ha apprezzato la lungimiranza di Regione Lombardia pur chiedendo una modifica alla normativa. Così abbiamo fatto e contiamo di raggiungere quanto prima il risultato» aggiunge.
«Adesso auspichiamo che, sempre nell’ottica della leale collaborazione fra i livelli di governo, si trovi una soluzione affinché il Ministero della Salute si ravveda sul taglio di 100 milioni ai fondi destinati alla realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. Un dato, questo, che non può passare inosservato e su cui faremo sicuramente sentire la nostra voce a Roma» chiosa Emanuele Monti.
Di avviso opposto, Samuele Astuti (Pd). Contrario il voto del Partito democratico, che denuncia gravi errori di sostanza e di metodo. «Innanzitutto - spiega il capogruppo del Pd in Commissione sanità Samuele Astuti- per evitare l’impugnazione da parte del Governo è stato necessario modificare 15 articoli sui 37 della legge. I punti messi in discussione sono significativi e peraltro già evidenziati come critici dal Pd nel corso della discussione in Consiglio. Cruciale la definizione delle funzioni delle Ats, che erano già state ridimensionate con la legge ma il Governo ha chiesto di rivederne le funzioni, svuotandole ulteriormente, rendendo evidente la necessità, come avevamo suggerito, di creare un’Agenzia unica per tutta la regione».
«Inaccettabile - conclude Astuti - il metodo usato per la revisione della legge. Si è scelto di farlo con una legge ordinamentale e non ordinaria, il che già rende discutibile la procedura, ma soprattutto non si è coinvolta in alcun modo la Commissione sanità, a cui sono state presentate le modifiche solo dopo la chiusura dell’interlocuzione con il Governo. Un fatto gravissimo, che denota una mancanza di rispetto per tutta l’assemblea legislativa, non solo per le minoranze».
La votazione in Consiglio regionale è prevista per il 10 maggio prossimo.













