Cento giorni, anzi di più, senza piogge consistenti. «I cambiamenti climatici li possiamo ormai davvero “toccare con le mani”. Lo dico da molti anni ma la gente e in particolare i politici non hanno ancora capito nulla della situazione».
È l’amara riflessione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed esperto ambientale Roberto Cenci. Il quale è intervenuto su questo tema anche durante l’ultima assise lombarda, tenutasi tra l'altro nella giornata mondiale dell’acqua. «Bisogna cambiare rotta e servono politici all’altezza che al momento non vedo», afferma.
«Quello che non hanno fatto i politici»
«Sentiamo parlare – afferma – di transizione ecologica, di economia circolare. Ma sono parole al vento.
Questa guerra, oltre alle vicende drammatiche, ha messo a nudo quello che non hanno fatto i politici. Ci hanno fatto credere che eravamo pronti con le energie rinnovabili alternative. Ma dove sono? Se manca il gas russo, noi siamo, per l’appunto, alla canna del gas. Se poi ci tolgono anche il petrolio e il carbone siamo rovinati».
«Dove sono il solare, l’eolico, l’idroelettrico? – insiste Cenci –. Ecco, l’idroelettrico: noi dovremmo implementarlo, ma fra quarant’anni – non lo dico io ma gli esperti – sulle nostre montagne non ci sarà più un cristallo di ghiaccio. Significa che non ci sarà più acqua per l’energia idroelettrica ma nemmeno per l’agricoltura e da potabilizzare».
Per questo, in occasione appunto della giornata mondiale dell’acqua, dai 5 Stelle è arrivato un invito a riflettere sulla tutela di questa preziosissima risorsa.
Sempre in fatto di ambiente, nel corso del Consiglio regionale, Cenci è intervenuto anche su allevamenti e agricoltura intensivi: «I bovini in particolare, durante il processo di digestione, emettono metano, che è un altro dei gas clima-alteranti». La coltivazione intensiva, invece, «a lungo andare potrebbe portare a rendere sterile il suolo», ha affermato Cenci in Consiglio.
Ambiente Cenerentola
Siccità e conseguenze della guerra dal punto di vista energetico potrebbero finalmente aumentare l’attenzione per le tematiche ambientali? «No, nel modo più assoluto – risponde Cenci –. Il problema adesso è far ripartire l’economia, l’ambiente è messo da parte, è la Cenerentola.
Abbiamo avuto il Covid per due anni – e ora sta arrivando una nuova ondata, per quanto meno aggressiva – e non si è più parlato di ambiente.
Adesso con questa maledetta guerra il problema è sempre quello, far ripartire l’economia, e l’ambiente è ancora messo da parte».
Il consigliere regionale non è ottimista: «Vedremo quello che accadrà, ma si parla già di riaprire le centrali a carbone. Così si andrebbe a peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria. Ogni anni in Italia la cattività qualità dell’aria causa più o meno gli stessi morti che abbiamo avuto col Covid. E in Pianura Padana abbiamo tra le peggiori qualità dell’aria. Geomorfologicamente è un “catino” in cui staziona l’aria e questo non si può cambiare. Si deve però intervenire altrove, su industrie e, appunto, agricoltura e allevamenti intensivi».
Recuperare il tempo perduto
Come recuperare il tempo perduto? «Bisogna incominciare a intervenire seriamente e realmente. E ci devono essere dei politici all’altezza e io per il momento, per quanto riguarda l’ambiente e l’agricoltura, non ne ho visti. E lo dico nonostante l’attuale ministro dell’Agricoltura sia del Movimento 5 Stelle (Stefano Patuanelli, ndr).
L’ultimo vero ministro a capire e amare l’ambiente è stato Ronchi (ministro dell’Ambiente dal 1996 al 2000 nei governi Prodi e D’Alema, ndr). Sono passati 22 anni».
«Siamo molto in ritardo – chiosa Cenci –. Anche se dovessimo attuare degli accorgimenti importanti, i risultati, nella migliore delle ipotesi, li vedremmo tra dieci o vent’anni».














