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Varese | 19 marzo 2022, 17:22

Empori e Botteghe Caritas, in netto aumento, anche a Varese e in provincia, il numero di persone e famiglie assistite

Nella città giardino si registra nel 2021 rispetto al 2020, un +91% di nuclei famigliari aiutati e +25% di singole persone. A Busto l'incremento è del 45% per entrambe le voci, mentre a Saronno è rispettivamente del 58% e del 13%. Timori per le difficoltà di approvvigionamento

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Cresce il numero di persone e famiglie che non ce la fanno ad andare avanti da sole e che si rivolgono, soprattutto per fare la spesa, agli "Empori" e "Botteghe" della Caritas Ambrosiana; luoghi, negozi veri e propri, dove si possono fare "acquisti" gratis preservando la dignità delle persone in difficoltà. 

Dato su cui non fa eccezione la provincia di Varese: l'emporio del capoluogo nel 2021 ha assistito 382 persone con una crescita del 25% rispetto al 2020 e 107 famiglie, il 91% in più rispetto all'anno precedente.

Nella bottega di Busto Arsizio, sono state 485 le persone aiutate (+45%), 143 i nuclei famigliari (+44%). A Saronno 448 persone (+13%) e 130 famiglie (+58%). A Legnano 240 singoli (+60%) e 80 nuclei famigliari (+60%).

Sia negli empori che nelle botteghe Caritas si accede sulla base di un progetto, che i beneficiari concordano con il Centro d’ascolto inviante, e tramite una tessera a punti, caricata mensilmente in base alla composizione del nucleo famigliare; la tessera dura 6 mesi, rinnovabili per altri 6.

La rete di Empori e Botteghe ha scopi non solo assistenziali, ma soprattutto educativi. La spesa viene fatta dai beneficiari, infatti, acquistando ciò di cui hanno davvero bisogno; le famiglie sono accompagnate ad amministrare il patrimonio dei punti assegnati e a maturare comportamenti di consumo più avveduti e sostenibili, meno esposti ai rischi di spreco e indebitamento.

Nel 2021, le strutture della rete Caritas hanno dovuto registrare un’impennata di richieste di aiuto e di accessi di beneficiari. La tendenza è in atto anche nel 2021, e in alcuni casi si sono già registrate – da parte di alcuni empori – richieste relative alla possibilità di erogare aiuti a profughi provenienti dall’Ucraina.

Empori e botteghe devono far fronte a difficoltà di approvvigionamento che potrebbero derivare, nelle prossime settimane e mesi, dall’incremento dei prezzi e dall’esaurimento delle scorte di alcuni prodotti, conseguenze della crisi scatenata dalla guerra in Ucraina.

Agea (l’Agenzia governativa italiana che distribuisce gli aiuti Ue) ha rescisso un contratto per le forniture di pasta, mentre alcuni operatori commerciali della grande distribuzione privata, presso cui Caritas realizza acquisti a condizioni calmierate, hanno già dichiarato che olio di girasole e farina non sono più al momento disponibili.

Il recupero di eccedenze da esercizi commerciali non dovrebbe essere interessato dalla crisi attuale, ma è possibile che le donazioni di beni alimentari da parte di cittadini, perlopiù in occasione di raccolte di alimenti, possano (a causa dei costi accresciuti dei prodotti) far registrare una contrazione.

Redazione

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