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Varese | 11 marzo 2022, 15:13

Sport, sociale, turismo: c’è un nuovo modo di amare Varese

Presentato oggi il progetto AmiAmo Varese, l’iniziativa di crowdfunding che permette a chiunque di sostenere una causa del territorio attraverso i propri semplici acquisti quotidiani. «Se solo il 2,5% della popolazione ci credesse, raccoglieremmo 3,8 milioni di euro». In prima fila la Pallacanestro Varese, Scola: «Conteremo su queste risorse»

Sport, sociale, turismo: c’è un nuovo modo di amare Varese

Win Win. Come sa sintetizzare i concetti la lingua anglosassone, nessun’altra. 

Win Win significa che una determinata situazione è in grado di portare benefici, di “far vincere”, tutti coloro che ne sono parti in causa. 

Con AmiAmo Varese aspirano a vincere Varese e tutta la sua provincia.

L’iniziativa regala un sentiero verso la meta a un desiderio che tutti almeno una volta nella vita abbiamo espresso nei confronti di qualcosa, spesso una passione. «Ah, se potessi fare qualcosa…». AmiAmo Varese è un «sì, posso». A beneficio di una società sportiva, un’associazione, una pro loco, un ente culturale. 

È un «sì posso» a costo zero per chi lo pronuncia, è un «sì, posso» che fa bene al commercio, è un «sì, posso» che cambia i parametri del turismo, è un «sì, posso» che allea governanti e governati.

La base è quella già conosciuta con Italian Districts, idea di crowdfunding nata a Trieste dall’entusiasmo imprenditorial-sportivo di Alessandro Martelli e della sua squadra, portata a Varese (come in altre parti d’Italia) grazie all’opera del trust dei tifosi di Pallacanestro Varese, Il Basket Siamo Noi, e qui - grazie a quel fuoco che presso queste lande cova sotto la cenere, generato dalla vivacità delle passioni e dalla poliedricità degli stakeholder - evoluto fino a identificarsi con un intero territorio.

Funzionamento? Immediato. Scarico l’app, scelgo una causa da sostenere, trovo tramite la geolocalizzazione le attività convenzionate e le utilizzo per i miei bisogni. Il gioco è già fatto. All’atto del pagamento, tramite Qr-code, il negoziante registra l’importo speso e ne retrocede una quota (cashmove, intorno al 6%): il 75% di essa va alla causa sostenuta dal cliente, il 25% a quella sostenuta dal negoziante stesso. 

Nella presentazione odierna di Villa Recalcati, Martelli ha fatto un esempio semplicissimo: se solo il 2,5% dell’intera popolazione della provincia di Varese orientasse il 20% dei propri consumi annui sulle attività convenzionate AmiAmo Varese, il flusso generato sarebbe pari a 49,5 milioni di euro, cifra che permetterebbe di redistribuire al Varesotto qualcosa come 3,8 milioni di euro.

Quanti sono i tifosi o gli appassionati della Pallacanestro Varese? Almeno 10 mila? Ecco, fate più o meno gli stessi conti di cui sopra e capirete perché oggi l’amministratore delegato biancorosso Luis Scola ha affermato di «credere moltissimo a questa iniziativa: si tratterebbe di risorse molto importanti per noi». Sponsor? Nuovi soci? Ex campioni calcistici che danno una mano? Tutto bello e tutto giusto, ma la rivoluzione potrebbe già partire dal basso, con 1 kg di pane acquistato. Se tutti ci credessero.

Ma non c’è solo la Pallacanestro Varese. C’è anche il Varese, l’hockey, il Rugby Varese, piccole realtà come la Pallacanestro Virtus Luino o i Malnate Basketball Bugs o manifestazioni come Ecorun. E poi le cause sociali: Il Ponte del Sorriso Onlus, la Croce Rossa Varese, la Fondazione Ascoli, la Renato Piatti. E la Pro Loco di Varese, che - per bocca del presidente Roberto Bianchi - ha già giocato l’all in sulla Torre Civica: i soldi raccolti serviranno alla sua agognata riapertura.

Un piccolo mondo destinato ad allargarsi a dismisura, perché AmiAmo Varese è stata brava essa stessa ad allargare gli orizzonti, coinvolgendo in primis una realtà come Eu-Polis, neonata rete di sindaci della provincia: «E noi non potevamo non sostenere chi ha i nostri stessi obiettivi», fa sapere il sindaco di Daverio Marco Colombo, mentre il presidente Mattia Premazzi, sindaco di Venegono Inferiore, individua nella stessa AmiAmo Varese «quello strumento innovativo che permetterà al territorio di ripartire».

La neonata creatura “pensa” a 360° gradi. Pensa alle aziende, che possono trasformarsi in sostenitrici creando le community dei propri dipendenti e generando “cashmove” aziendali. Pensa ai clienti, premiando i loro sforzi con un piano di ricompense. Pensa ai negozianti, che possono rilanciare i propri prodotti su un market place plasmato ad hoc.

E pensa al turismo, motore inevitabile. Come? Mettendosi a disposizione, con la propria tecnologia e il coinvolgimento di molteplici realtà, sotto forma di strumento per il turista, che in esso troverà non solo le attività commerciali, ma anche una serie di informazioni utili prima disperse nel mare magnum del web. E verrà profilato, consentendo l’elaborazione di strategie di marketing territoriale sviluppate su dati reali.

Win Win.

F. Gan.


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