«Un padrino vero, nella vita di tutti i giorni. Mi è stato vicino quando è mancato prematuramente mio padre ed è stato per tutta la famiglia una guida e un’ispirazione» dice Sarah Nidoli di suo zio Giulio, scomparso a 85 anni e a cui Varese darà l'ultimo saluto giovedì alle 15.30 nella basilica di San Vittore. Giulio era "l'ultimo dei Nidoli", dopo la scomparsa dei fratelli Augusto (il papà di Sarah) e Giorgio.
«Presidente delle nostre aziende sul lavoro e padrino nella vita - lo ricorda commossa Sarah - Un gran lavoratore, impegnato su tutti i fronti, sia a livello sociale con la Fondazione Patrizia (creata con la moglie Graziella e la figlia Paola nel nome della figlia Patrizia scomparsa in un incidente stradale nel 1996, ndr) e il Varese Calcio (clicca QUI per il ricordo del presidente biancorosso dal 1991 al '93) che nella vita politica della città. Sono tantissimi i bei ricordi che mi legano a lui, ma è forse nelle difficoltà che è emerso il vero legame che ci univa».
«Quando scoppiò Tangentopoli lui e mio padre finirono in carcere - aggiunge ancora Sarah - Papà aveva un carattere forte e non ero preoccupata per lui, mio zio Giulio invece era più sensibile e saperlo in carcere da innocente mi segnò molto. Un’esperienza che però ci ha unito molto. Sono felice di aver reso i suoi ultimi giorni di vita sereni, ospitandolo alla clinica Isber. Ha avuto tutta la sua famiglia vicino e lo abbiamo accompagnato come meritava».
Il funerale di Giulio Nidoli, a cui si può dare l'ultimo saluto nella Sala del Commiato di via Mulini Grassi a Varese domani, mercoledì, dalle 14 alle 18.30, sarà preceduto giovedì alle 15.15 in San Vittore dal rosario.














