Candidati sportivi per mettere lo sport - chi lo pratica, gli impianti, le associazioni, la veste di una Varese che in esso si possa riconoscere - al centro.
Questo ha spinto Varese Ideale a lasciare nella lista che andrà a sostegno di Matteo Bianchi alle prossime elezioni amministrative un nutrito spazio ai protagonisti varesini di questo mondo.
La campagna elettorale, e le presentazioni dei 32 nomi che andranno a comporre l’intera squadra che il 3-4 ottobre affronterà la tornata, ha preso inizio proprio da essi: da Silvia Gandini, nome dell’atletica provinciale e nazionale, nonché preparatrice, osteopata e nutrizionista, Andrea Bottarelli, allenatore della squadra femminile del Città di Varese, e Andrea Longhi, vicepresidente dei Mastini di Varese.
Atletica, calcio e hockey, ma il punto centrale è un altro: da Varese Ideale e da Bianchi lo sport è visto come lo strumento per «il rilancio della città». Il concetto è stato sottolineato più volte nel corso della conferenza stampa, dal consigliere regionale Giacomo Cosentino, dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sottosegretario ai Grandi Eventi Sportivi della Regione Antonio Rossi e dallo stesso Bianchi.
Diverse le criticità enunciate - tra cui «il cattivo rapporto» tra l’amministrazione comunale e le associazione sportive, evidenziato soprattutto dalla questione Palaghiaccio, e le condizioni dello stadio Franco Ossola e di altri impianti cittadini - ma anche le soluzioni, soprattutto la volontà di sfruttare il volano delle Olimpiadi Invernali 2026 per ricostruire “l’immagine” e la funzionalità delle strutture sportive locali.
«L’investimento su Palaghiaccio e Palazzetto di Masnago sono merito di Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti, non dimentichiamolo - ha dichiarato Cosentino, citando i due impianti che stanno andando incontro a un restyling - ora proseguiamo con gli altri». «Oggi ci sono risorse da investire nello sport - ha invece ricordato Rossi - Ci vogliono quindi persone che in esso sappiano credere e abbiano la competenza: Matteo Bianchi è uno di questi, con lui Varese sarebbe sulla strada giusta».
«Il tema degli impianti è fondamentale - ha affermato proprio Bianchi, una vita da atleta sui pattini al palaghiaccio - perché è quello che invoglia le famiglie a far praticare lo sport ai propri figli. Concentriamo qui e nostre energie, anche perché Varese ha delle enormi potenzialità inespresse: è tra i primi posti in Italia per ricchezza e patrimonio ma non nei servizi culturali e sportivi. Non dimentichiamoci poi delle associazioni, con cui l’amministrazione deve avere un rapporto sussidiario: solo sedendosi al tavolo con loro si ottengono i risultati».
Bianchi ha anche citato l’idea di dotare Varese di una seconda pista del ghiaccio (leggi qui) e l’opportunità rappresentata da Milano-Cortina 2026: «Deve essere tale non solo per gli sport del ghiaccio, ma anche per tutti gli impianti che necessitano di una riqualificazione: solo così i Giochi lasceranno una vera traccia su Varese».
La chiosa a Fontana, che non ha risparmiato una vistosa frecciata al suo successore - in qualità di sindaco di Varese - Galimberti: «Per fare amministrazione locale bisogna voler bene a questa città: fare il sindaco non deve essere un passaggio per poi ambire ad altri traguardi. Se c’è questa intenzione lo si nota dai dettagli, e infatti in chi oggi amministra questa città non ha grande amore per Varese. Bisogna essere vicini a tutti e a tutte le esigenze di questa città, invece: Matteo Bianchi è la persona che meglio di ogni altro può interpretare l’amore per la Città Giardino, perché non è uno che tenta di diventare sindaco per poi andare a fare qualcos’altro, ma anzi esattamente il contrario, essendosi reso conto che amministrare i propri concittadini sia la più grande soddisfazione che si può avere nella vita politica»





























