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Varese | 05 agosto 2021, 08:17

Il nuovo canile di Varese diventa un caso nazionale: «Quel bando mette in pericolo gli animali»

La presidente LNDC Piera Rosati scrive al sindaco Galimberti: «Il project financing per realizzarlo esclude le associazioni che hanno a cuore il benessere dei cani»

Il nuovo canile di Varese diventa un caso nazionale: «Quel bando mette in pericolo gli animali»

La notizia di un bando per la realizzazione di un nuovo canile (leggi QUI), con annessa oasi felina, doveva essere una buona notizia per i volontari di Varese ma si è rivelata una sorpresa pericolosa. Il Comune infatti vuole ricorrere al project financing

Da molto tempo ormai la Sezione LNDC di Varese chiede che il canile comunale, gestito dall’associazione, venga spostato in un luogo più idoneo e realizzato in maniera più sicura per gli animali e per gli operatori. L’attuale struttura, infatti, è spesso soggetta ad allagamenti ed è inadatta ad ospitare in sicurezza i cani più problematici o aggressivi. In questi anni i volontari si sono fatti carico delle riparazioni e degli adeguamenti necessari per garantire quanto possibile il benessere degli animali ospitati nella struttura, ma si è sempre trattato di piccole migliorie che non sono sufficienti.

Finalmente il Comune di Varese si è deciso a pubblicare un bando per la realizzazione di un nuovo rifugio, comprensivo anche di un’oasi felina, in una zona più idonea e la notizia è stata inizialmente accolta con grande favore dai volontari. Tuttavia, il bando presenta una grande criticità: l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare la nuova struttura utilizzando il sistema del project financing. In poche parole, si cerca un operatore economico disposto a finanziare la costruzione della nuova struttura che poi gli verrà affidata in gestione fino al recupero della somma investita.

«Ho scritto personalmente una lettera (leggi QUI) al sindaco e ai dirigenti del Comune, esprimendo le mie perplessità riguardo a questa scelta - fa sapere Piera Rosati, presidente Nazionale LNDC Animal Protection - Un investimento di questo tipo taglia di fatto fuori qualsiasi associazione che si regge sul volontariato e sulle donazioni e questo – oltre a essere in contrasto con la Legge 281/91 – rappresenta un vero pericolo per gli animali. Una eventuale impresa aggiudicataria dell’appalto, e quindi della gestione della struttura, nella migliore delle ipotesi non sarebbe in grado e nella peggiore delle ipotesi non avrebbe alcun interesse ad assicurare il benessere degli animali, avendo come obiettivo principale il profitto e il recupero della somma investita»

«Auspico quindi che il sindaco torni sui suoi passi e prenda in considerazione altri modi per finanziare la costruzione del nuovo rifugio per cani e oasi felina, assicurandone la gestione a un’associazione animalista che possa garantire il corretto accudimento degli animali, con le adeguate competenze e la vocazione a fare il meglio per tutelare la salute psicofisica di cani e gatti», conclude Rosati.

Valentina Fumagalli

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