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Economia | 02 agosto 2021, 15:17

Coldiretti Varese: «No al bollino rosso sui prodotti simbolo della dieta mediterranea»

«Indicazioni paradossali che favoriscono prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta e finiscono per escludere alimenti sani e naturali» denuncia il presidente Fernando Fiori

Fernando Fiori presidente di Coldiretti Varese

Fernando Fiori presidente di Coldiretti Varese

No al bollino rosso sui prodotti simbolo della dieta mediterranea. Dall’Europa al Sudamerica fino all’Oceania, rischiano di essere ingiustamente diffamati da sistemi di etichettatura ingannevoli che, sotto il pressing delle multinazionali, sostengono modelli alimentari sbagliati mettendo in pericolo la salute dei cittadini. Ma anche creando difficoltà al sistema produttivo di qualità del Made in Italy a partire dai piccoli agricoltori.

Lo rimarca in una nota in Coldiretti Varese ricordando che il prossimo mese di settembre è previsto l’incontro comitato “etichettatura alimentare” del Codex Alimentarius (organismo della Fao) che riporterà sul tavolo l’adozione di linee guida sul Front of Pack Nutritional Labelling (Fop) spinta dalle grandi multinazionali sostenitrici dell’etichetta nutrizionale sulla quale dovrà presentare una proposta entro il 2022 anche la Commissione Europea.

«I bollini allarmistici, basandosi sulla presenza di determinate sostanze calcolate su 100 grammi di prodotto e non sulle effettive quantità utilizzate, favoriscono prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta e finiscono per escludere paradossalmente alimenti sani e naturali - sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori - un grave danno per il nostro sistema agroalimentare proprio in un momento in cui potrebbe essere l’elemento di traino di un piano strategico di internazionalizzazione per far crescere la presenza del Made in Italy sui mercati stranieri».

«Non è ammissibile - conclude Fiori - che una ricchezza simile del Paese venga messa a rischio dal diffondersi in tutto il mondo di sistemi di informazione fuorvianti, discriminatori ed incompleti che ingannano i consumatori inducendoli di fatto a preferire prodotti di minore qualità ed escludendo dalle loro tavola prodotti simbolo della dieta mediterranea. È un danno incalcolabile per la salute dei cittadini e per la ricchezza, la varietà, l’unicità del nostro modello agricolo e alimentare».

 

Redazione

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