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Varese | 11 giugno 2021, 07:30

Gli stadi italiani come opere geniali: ecco lo studio guidato dagli architetti varesini

Un lavoro di ricerca in sede accademica seguito da due noti professionisti cittadini - Riccardo Aceti ed Elena Brusa Pasqué - ha fatto luce sulla condizione di alcuni impianti nazionali, proiettandola in una prospettiva di riqualificazione che salvi però il patrimonio già esistente

Gli stadi italiani come opere geniali: ecco lo studio guidato dagli architetti varesini

Gli stadi italiani sono vecchi? Forse, ma di certo alcuni esprimono senza dubbio esempi di alto grado della genialità costruttiva italiana. Tanto da essere oggetto di studio al fine di capire i metodi di conservazione delle loro strutture e di comprendere come percorrere una strada che porti all’innovazione, senza però “distruggere” ciò che già è esistente.

C’è tanta Varese dietro questa corrente di pensiero: a testimoniarlo, è solo l’ultimo degli esempi, il lavoro di approfondimento effettuato in sede di tesi dalla studentessa Marta Sciuchetti del Politecnico di Milano, guidata dagli architetti varesini Riccardo Aceti ed Elena Brusa Pasqué.

La tesi in questione fornisce dapprima una panoramica degli stadi italiani, confrontandoli con i rivali europei, poi approfondisce l'evoluzione del quadro storico-sportivo e normativo, riflettendo sulle potenzialità del Decreto Semplificazioni e delle recenti normative atte a snellire le procedure per la riqualifica degli stadi esistenti. 

Nella parte centrale dell'elaborato emerge l'importanza di Pier Luigi Nervi e del suo ambizioso progetto dello stadio Artemio Franchi di Firenze; vengono descritte le condizioni attuali in cui versa l'impianto, anche alla luce di un prezioso sopralluogo eseguito nel mese di Febbraio 2021, insieme al relatore (Aceti) e ai correlatori Brusa Pasquè - presidente dell'Ordine Architetti di Varese - e Pier Matteo Fagnoni - presidente dell'Ordine Architetti di Firenze. 

A tal proposito, considerate le problematiche da risolvere, si evidenziano le tecniche di ripristino già comunemente impiegate e le possibili alternative con metodi innovativi, ai fini di assicurare una nuova vita alle strutture. Nella parte finale della tesi vengono altresì suggerite alcune originali idee progettuali, atte a creare spazi commerciali/polifunzionali in linea con le caratteristiche richieste per gli stadi moderni, unitamente ad un'imprescindibile sistema di copertura che possa garantire un riparo sicuro per le strutture esistenti oltre che un miglior comfort per i tifosi. Si ritiene degno di nota l'approccio teso a salvaguardare il patrimonio esistente, frutto della genialità progettuale e costruttiva di Pier Luigi Nervi.

Il lavoro di ricerca è stato apprezzato anche in sede accademica, venendo valutato con il massimo punteggio di 8 punti.

Redazione

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