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Varese | 09 aprile 2021, 15:30

Coletto candidato sindaco di Azione. Nel nome di Pignone. «Varese è grigia, ridiamole il colore del futuro. Progettiamo la città del 2030»

Il commercialista varesino presentato ufficialmente nella corsa a primo cittadino. Raffaella Demattè: «Siamo un gruppo di amici, puntiamo sul lavoro di squadra e sulla passione». Il senatore Richetti: «O Varese torna pungolo e "formicaio" di idee e attrattività con una nuova vocazione, o resta dormitorio della capitale Milano»

Coletto candidato sindaco di Azione. Nel nome di Pignone. «Varese è grigia, ridiamole il colore del futuro. Progettiamo la città del 2030»

«Nel nome di Giancarlo Pignone ci impegniamo e mi impegno con tutto il cuore come candidato sindaco di Varese. E' grazie a lui se oggi siamo qui e se guardiamo alla Varese del 2030, una città sicura e turistica che torni a splendere come nel passato e sia attrattiva per famiglie, giovani e anziani. Noi vogliamo una Varese che punti al bello e abbia una visione»: con queste parole, velate anche dalla commozione, Carlo Alberto Coletto, commercialista varesino di 59 anni (secondo da sinistra in foto), ha annunciato ufficialmente la candidatura a sindaco della Città Giardino per il movimento Azione, accanto al senatore Matteo Richetti, al coordinatore provinciale Andrea Di Salvo e a un volto molto conosciuto della città, Raffaella Demattè (al centro della foto accanto a Richetti), che fa parte a tutti gli effetti della squadra del movimento fondato da Carlo Calenda.

Alla presentazione dal vivo nella sede varesina di via Carrobbio, dove tutti i presenti hanno effettuato il tampone, Coletto ha parlato di «promesse mantenute solo in parte o disattese da questa amministrazione» e di un modo di fare politica che deve «superare quello attuale, autoreferenziale».

«Siamo partiti in 5 e ora siamo tantissimi, soprattutto giovani, a cui dedichiamo una parte fondamentale del programma dopo aver aperto dei tavoli tematici con le associazioni e i cittadini - ha aggiunto Coletto - tavoli da cui traiamo linfa, idee, partecipazione. Non siamo assolutamente un terzo polo ma abbiamo un'idea di futuro da condividere. Ci piacerebbe che si avvicinasse a noi chi ha voglia di ripensare la città. Qualche opera è stata lanciata ma per decenni abbiamo vissuto in una città ferma, che ha subito gli eventi e non è stata capace di ripensare a sé stessa. Occorre essere pronti a ripensare Varese alla luce di tutto ciò che sta succedendo e di un'emergenza sociale che sta per arrivare. Gli over 65 sono la maggioranza degli abitanti: ripensiamo la città anche in funzione loro e a strutture adatte dove ospitarli e poter sviluppare start-up per dare lavoro ai giovani con negozi di prossimità e commercio, in sinergia con l'università e i suoi 13 mila studenti attualmente "isolati" a Bizzozero. E invece, come a Pavia, devono essere il volano perché si crei un indotto». 

Raffaella Demattè, volto storico in Pallacanestro Varese, rappresenta il comitato elettorale varesino di Azione: «Sono una donna fortunata con un bel lavoro. Voglio vivere di più la mia città e impegnarmi per essa: condivido i valori di Azione, qui ho trovato belle persone, preparate e aperte, quasi nessuna di loro impegnata nella politica».

«Ho scoperto un laboratorio di idee e proposte dei cittadini - ha continuato - Sarò referente del tavolo relativo alla parità di genere, un tema spesso banalizzato che, invece, è un cardine per lo sviluppo della città. Il punto di vista delle donne al centro di un progetto cittadino è fondamentale per un futuro migliore di Varese. Quando chiudo gli occhi e desidero la città del futuro, parte il mio viaggio in Azione. Per vincere, è fondamentale il lavoro della squadra: e questa è una squadra unita. Il futuro inizia oggi». 

«Metto sul tavolo la passione - ha concluso Raffaella Demattè - Sono arrivata qui nel '76 da Trento e Varese era favolosa, con bei giardini e bei negozi, ma si è molto sbiadita. Vogliamo ridarle colore».

«Oggi non sarei mancato per nessuna ragione al mondo, anche se è il compleanno di Calenda - ha esordito il senatore Matteo Richetti - perché Azione è la leva che muove ancora persone come Raffaella. Non interpretate questa come un'operazione di centro, fuori dai campi di destra sinistra, ma come la più grande azione contro l'autoreferenzialità della politica. Se l'offerta politica locale rispondesse ai bisogni delle persone, non saremmo qui».
 
«Una mattina, portandomi in auto a Milano - ha ricordato Richetti - Giancarlo (Pignone) mi disse: Matteo, che ne sarà di Varese tra dieci anni? Da questa frase parte il nostro progetto: la città va ripensata trovando una sua nuova vocazione e un'opportunità di lavoro per i giovani. O Varese diventa il giardino dormitorio della capitale Milano o un "formicaio" ancora più attrattivo, capace di intercettare fronti e fonti di lavoro nuovi. La nostra non è una scelta di rottura politica, non diciamo che il sindaco attuale è bello o brutto: partiamo avvicinando persone che ci dicono di non aver mai fatto politica. Proviamo in sei mesi a trovare slancio e passione che fanno immaginare la Varese che abbiamo in testa. Chiudiamo gli occhi e immaginiamoci come si vive, come ci si sposta, come si favorisce l'occupazione nella Varese del futuro».

«O Varese torna a essere pungolo - ha concluso Richetti - o si adagia in una nuova conservazione per i prossimi 5 anni. Siamo qui con totale determinazione e disponibilità e rispondiamo a una domanda di slancio, passione e idealità, non a tattiche o posizionamenti strategici. I soggetti che vorranno far parte di questa sfida che lanciamo anche a noi stessi, saranno i benvenuti».

Andrea Di Salvo, che ha condotto la presentazione, ha anche annunciato la proposta di «revisione del piano di governo del territorio, per disegnare un nuovo contorno alla città: non si può pensare a una Varese che fa opere sul vecchio piano di Binelli».

«Mattinata emozionante - ha aggiunto Di Salvo - Sono nati tanti comitati provinciali, su Varese stiamo portando avanti un percorso che continua ad allargarsi e che è stato un'esperienza travolgente fin dall'inizio. Azione si pone come realtà alternativa, non come un puntiglio legato a schemi di vecchia politica ma per dare una risposta a chi si avvicina o riavvicina alla politica, che è tante cose ma soprattutto dà rappresentanza a ciò che il territorio fa emergere. Mettiamo un punto e si va a capo per scrivere nuove pagine. Carlo Alberto Coletto è il candidato sindaco perché ha saputo sintetizzare tutti gli entusiasmi che stiamo incanalando, è moderato ma forte nella volontà e nei contenuti. Varese manca totalmente di prospettiva, non può esserci solo l'ordinaria amministrazione o alcune grandi opere per creare il senso di una comunità. Va trovata una prospettiva di crescita nel lungo periodo, toltaci dalle esperienze leghiste e oggi interpretata solo in parte da questa amministrazione. Ecco perché siamo alternativi».

Collegato da Bergamo anche Niccolò Carretta, responsabile regionale di Azione: «Partiamo dall'ascolto del territorio fatto nelle case, tra le persone, grazie ai social. A Varese vogliamo uscire dal sentimento di doversi accontentare delle amministrazioni di chi malgoverna la Regione o da quella del sindaco Galimberti. Varese è grigia, vogliamo portarle il nostro blu e il verde dei bellissimi suoi giardini. E' un percorso in salita ma è bello liberare energie a Varese, con i piedi ben piantati per terra, sui contenuti concreti».

Chiusura con "puntura" al mondo civico varesino e al vicesindaco: «E' molto variegato... E' kafkiano avere un vicesindaco in carica che ha sfiduciato il suo sindaco e si candiderà contro di lui. Spesso qui il protagonismo personale prende il sopravvento sulla realtà. Noi scendiamo in campo perché vogliamo il bene di Varese mentre altre forze evidentemente vogliono quello ma non solo quello. A noi piace proporre e fare una critica costruttiva: se qualcuno condivide le nostre idee e non è malato di protagonismo, siamo qui. Siamo tutti animati dallo spirito di chi vuole far rivivere questa città: non sempre chi si dice civico a Varese, condivide questo punto».

Le parole con cui Carlo Alberto Coletto si è presentato alla città

Sono Carlo Alberto Coletto, milanese di nascita e varesino di adozione, 59 anni, sposato e padre di due figli. Dopo la maturità Classica mi laureo in Economia Aziendale e tutt’ora esercito la professione di Dottore Commercialista.

Ho accettato la sfida della candidatura a Sindaco di Varese anche come patto di riconoscenza verso la persona che ha creato il movimento di Azione a Varese, che ha fatto da catalizzatore, collante e motivatore per un gruppo di persone che hanno condiviso con lui valori ed ideali: parlo di Giancarlo Pignone, che ci ha lasciato troppo presto e troppo repentinamente. Ma ci ha lasciato in eredità il suo spirito, la sua voglia di fare e di combattere nell’agone politico.

Ci siamo impegnati e ci impegneremo anche per portare avanti le sue idee, con coerenza e determinazione.

Ho deciso di accettare la proposta di candidarmi, perché credo che occorra mettersi in gioco personalmente, affinché la Città possa veramente cambiare e perché ritengo che la politica abbia bisogno di concretezza, competenza e coerenza, non di sole promesse, spesso non mantenute.

Sono soprattutto questi ultimi tre concetti che hanno convinto me ed un gruppo di amici ad impegnarsi in quest’avventura, che ci ha visti coinvolti in questo difficile anno.

Siamo partiti in cinque, in un periodo complicato in cui le interazioni personali si sono ridotte ai minimi termini ma, nonostante questo, oggi più di cinquanta persone sono attive nei nostri gruppi tematici e nelle attività di partito. Posso, con orgoglio, definirlo un successo.

Voglio, inoltre, esprimere la soddisfazione mia e di tutti i componenti del direttivo per la numerosa presenza di giovani, attivi e propositivi, segnale forte per la Politica; un segno della volontà di cambiamento che pervade la nostra Città, perché riteniamo che dalla componente giovanile delle società, più dinamica e con maggior visione del futuro debba partire la rinascita di Varese.

In questi mesi abbiamo lavorato alacremente, abbiamo costituito tavoli di lavoro sulle tematiche che interessano la vita della nostra Città: dal sociale alla sicurezza, dai giovani alla parità di genere, dal commercio allo sport, dalla cultura al turismo.

Abbiamo pensato di proporre un programma che sia una visione di quella che vorremmo fosse la nostra città tra dieci anni, nel 2030; Azione vuole realizzare dalle sue fondamenta una nuova città dei giardini e dei servizi per i suoi cittadini, capace di diventare un polo di attrazione sia per giovani famiglie sia per anziani alla ricerca di spazi vivibili nel verde, con facile accesso a servizi per la persona e per l’infanzia, di co-working, una città sicura perché vissuta in tutte le sue dimensioni aperte alla socialità; una città turistica, di animazione e promozione culturale: una città attrattiva insomma, non solo per i suoi abitanti, ma anche per coloro che verranno a visitare le sue bellezze.
Carlo Alberto Coletto

Andrea Confalonieri

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