Riabilitazione, un problema da affrontare ora e dopo l'emergenza Covid, quando verrà.
«In questi giorni sono rimasta sconcertata e avvilita da allarmi ricevuti da persone con malattie croniche e degenerative e loro familiari - spiega Margherita Silvestrini, candidata sindaco del centrosinistra a Gallarate - Sono testimonianze disperate (tra paura e rassegnazione), si sentono abbandonati. Ho ascoltato i loro racconti, di quando facevano telefonate che trovavano sempre risposta, di accessi ai servizi della Riabilitazione di Gallarate che funzionavano bene».
Un bisogno che trovava risposta, e molto buona: «Ho sentito i racconti di care giver che oggi non trovano alternative nel nostro territorio e che sopravvivono con le conoscenze apprese dalla buona volontà di qualche operatore particolarmente disponibile o con la ricerca di aiuti sanitari e sociali anche onerosi, al di fuori dei servizi istituzionali. Ho scoperto che la Riabilitazione di Gallarate è chiusa. Ho scoperto che non faceva solo riabilitazione del movimento, ma si occupava di selezionare i bisogni, di interventi di prevenzione delle complicazioni e stabilizzazione per evitare ricoveri, di accessi dedicati e dimissioni per persone con disabilità».
Competenze importanti, nella Riabilitazione, «parte importante di quella medicina di prossimità che vorrei e che tanto può incidere sulla qualità della vita di ciascuno di noi. Sono tanti (quasi in ogni famiglia) i malati cronici con necessità di assistenza e di cure».
A questo punto, «si può pensare di ridare loro dei riferimenti almeno per le criticità? Si può pensare che riprendano per i malati fragili e cronici almeno gli interventi essenziali di riabilitazione (gestione respiratori, prevenzione di complicazioni a rischio per la sopravvivenza, prevenzione di ospedalizzazioni inutili e dannose)?».
Di qui le ulteriori domande: «Rimandiamo tutto alla risoluzione del Covid-19 (che lascerà comunque il posto ad altre emergenze che vengono sempre prima dei bisogni dei cronici). O alla costruzione di un ospedale nuovo che difficilmente potrà e saprà occuparsi di loro? Vogliamo occuparci solo delle urgenze acute dimenticando le emergenze quotidiane che distruggono la vita di tante famiglie?».













