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Economia | 01 marzo 2021, 15:57

La richiesta di Aime Varese: «Subito i vaccini nelle imprese»

«Sappiamo che l'approvvigionamento dei vaccini è difficoltosa - sottolinea il vicepresidente dell'associazione Matteo Marchesi - ma dalla politica regionale ci aspettavamo e ci aspettiamo di più, serve un piano di vaccinazione sui territori per velocizzare le operazioni»

La richiesta di Aime Varese: «Subito i vaccini nelle imprese»

Fare presto e meglio sui vaccini contro il Covid unico vero antidoto contro la pandemia e unica strada per far ripartire al più presto l'economia e le imprese. Aime Varese con il suo vicepresidente Matteo Marchesi sprona la politica a darsi una mossa, andando al di là di promesse e annunci, approntando un piano vaccinale che coinvolga i territori. 

«Il mondo sta vivendo una crisi globale - sottolinea in una nota Marchesi - la pandemia da covid19 ha alterato le nostre aspettative e ha condizionato la vita di ciascuno di noi. La crisi è stata sanitaria: migliaia di morti e dozzine di migliaia di ricoverati, nonché sistemi sanitari di tutto il mondo al collasso. Per affrontare questa emergenza si è scelto, in quasi tutto il globo, di sacrificare la vita sociale e consumatrice dei cittadini con l’adozione di chiusure di attività commerciali, centri urbani, attività di ogni genere, spostamenti. Ciò ha comportato, dunque, un'altra crisi conseguente: economica e sociale. Ad ora molte attività commerciali sono chiuse nelle cosi dette “zone arancioni” e “rosse”, quali attività di ristorazione, ad esempio; ed altre sono chiuse da diversi mesi anche nelle “zone gialle”: cinema, teatri, palestre, piscine, centri benessere. I vaccini sono, ad ora, l’unica vera opportunità per uscire da questo dramma per le nostre imprese, sbloccare la mobilità intra-regionale e intra-nazionale all’interno di Schengen, e rilanciare i consumi, rilanciare l’economia di scala ed il turismo, fuoriuscire da questo impasse».

«Sappiamo bene che l’approvvigionamento dei vaccini è difficoltosa - prosegue il vicepresidente di Aime - poiché le case farmaceutiche produttrici faticano a rispettare le evasioni degli ordini dei quantitativi promessi. Tuttavia, dalla politica del nostro territorio regionale ci aspettavamo e ci aspettiamo di più. Serve un piano di vaccinazione sui territori che non sia solo un proseguirsi di annunci e possibilità. C’è bisogno di un’organizzazione di scala che porti gli enti territoriali ad individuare aree deputate alle vaccinazioni, per piccoli distretti locali, affinché non ci sia una dispersione di altro tempo ed energie per imprese e lavoratori. Trovo iniquo poter vaccinare un anziano, over 80, presso unici centri provinciali, spesso lontani dal luogo di residenza, generando solo problematiche per i loro figli: le fasce produttrici. Eppure abbiamo un’ampia scelta di luoghi dove, in ogni comune, frazione o località è possibile fare le vaccinazioni: sale pubbliche, palestre, cinema e teatri, oratori, velocizzando così le operazioni ed evitando i disagi ai cittadini che si sono verificati in queste settimane. Tutto ciò va necessariamente condito con un tempo di programmazione del piano vaccinale coerente con le dosi che attualmente abbiamo disposizione. È impensabile promettere vaccinazioni di intere fasce di popolazione per poi arretrare, creando solo confusione e aspettative disattese».   

«Un ultimo punto - conclude Marchesi - non da ultimo come importanza, le scelte politiche: non si può prescindere dal vaccinare lavoratori e imprese, motrici del mercato e produttori di consumi. Serve un'attenzione maggiore alla fatica del tessuto imprenditoriale dell’ultimo anno, e la campagna vaccinale deve essere l’occasione per ripagare gli sforzi degli imprenditori e tutelare per primi i loro interessi. Non importa come, quando e perché: le imprese hanno dato prova di grande patriottismo e senso di responsabilità, rispettando le regole via via imposte; la loro versatilità, duttilità e attenzione deve essere ripagata: qualsiasi scelta verrà accettata, mediante vaccinazione presso le aziende, presso il medico del lavoro, o anche presso centro pubblici, ma serve chiarezza e programmazione. Ribadiamo con forza che le imprese si sono dette da subito disponibili a sostenere la organizzazione dei vaccini presso i propri stabilimenti e/o sedi coinvolgendo i medici del lavoro. Insomma aspettiamo solo l’ok e una seria e concertata programmazione».

 

Redazione

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