/ Territorio

Territorio | 22 febbraio 2021, 12:16

La protesta di un ristoratore di Besozzo: «Siamo chiusi la sera da 120 giorni, un'assurdità»

Costantino Di Claudio chef dell'Osteria del Sass sfoga il suo disappunto in un sabato sera nella sua cucina deserta e vestito "in borghese": «Chi decide del nostro futuro non ha capito niente, cosa cambia poter servire ai tavoli a pranzo e non a cena, quando tutte le regole anti contagio sono rispettate?»

Costantino Di Claudio nella sua cucina

Costantino Di Claudio nella sua cucina

E' strano ed anomalo vedere uno chef e titolare di un ristorante nella sua cucina, vestito in "borghese" e non in abiti di lavoro un sabato sera, giorno di lavoro per eccellenza, quando i locali sono pieni di gente; non lo è purtroppo ai tempi dell'emergenza sanitaria, quando sono ormai quattro mesi che i ristoranti sono costretti a chiudere alle 18 e quindi non servire la cena ai tavoli, arrangiandosi con l'asporto. 

Da qui, parte lo sfogo di Costantino Di Claudio, titolare e chef, o oste come ama definirsi, dell'Osteria del Sass di Besozzo che proprio lo scorso sabato si è trovato nella sua cucina, deserta, senza la sua "divisa" a fare qualche riflessione sulla categoria e sulle regole imposte ai ristoranti. Un ragionamento che parte da una domanda di fondo a cui nessuno sa dare risposte convincenti: se i ristoranti possono servire ai tavoli a pranzo perché non possono farlo anche a cena, una volta che tutte le regole anti contagio sono rispettate? «Cosa ci faccio nella mia cucina in borghese alle 20:15 di sabato sera? - riflette Di Claudio - penso al fatto che chi decide del nostro futuro forse non ha veramente capito niente. Ma è possibile che tutti e dico tutti sono indignati del fatto che noi ristoratori siamo chiusi alla sera ormai da 120 giorni e tutti dico tutti comprendono che è un’assurdità! Ma è possibile che chi decide per noi non è in grado di capire questa piccolissima sfumatura?».

Nonostante tutto, all'Osteria del Sass e Di Claudio non mancano le soddisfazioni comunque, prima di tutto dai loro clienti ma anche la ricezione della targa Michelin anche per il 2021. Andare avanti così è dura però. «Quando mi chiedono come stai, io rispondo “da ristoratore“ - prosegue lo chef besozzese - mi guardano e dicono “capisco, poverini”. Ma com’è che tutti capiscono e chi invece decide per noi dopo averci dato l’obbligo delle distanze, della disinfezione, della rettitudine nell’attenerci alle regole, dei posti limitati, continua a non capire?». 

Matteo Fontana

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore