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Lombardia | 23 gennaio 2021, 17:30

Zona rossa, Fontana e Moratti: «Ecco la verità sui dati. Non abbiamo sbagliato noi e pretendiamo venga riconosciuto»

Il Governatore e la sua vice hanno chiarito l'anomalia sui dati: «Siamo stati noi ad accorgerci che i calcoli erano sbagliati e chiedere una sospensiva. Il Governo non ci ha ascoltato. Andremo avanti per dimostrare la nostra ragione»

Zona rossa, Fontana e Moratti: «Ecco la verità sui dati. Non abbiamo sbagliato noi e pretendiamo venga riconosciuto»

Ha esordito con un durissimo sfogo, Attilio Fontana, per tutto quello che si è detto sulle responsabilità di Regione Lombardia nella determinazione della zona rossa. «Oggi sono indignato da quello che leggo e dalle false notizie che sono offensive nei confronti della Lombardia - ha detto - Si sta dando una rappresentazione non veritiera dei fatti. Se da domani torniamo arancioni lo si deve esclusivamente al fatto che abbiamo contestato i conteggi del Governo».

E poi è entrato nello specifico, ricostruendo la vicenda. «Prima ancora che venisse firmata l'ordinanza sulla zona rossa, avevo iniziato a contestare i calcoli. C'era discrasia legata ai dati reali e al numero dei posti letto negli ospedali, in base a quello che sembrava dovesse essere l'Rt. Ho subito contestato l'ordinanza e ho chiesto un cofronto prima ancora che venisse firmata. Sono stato ignorato».

Da qui il ricorso presentato al Tar del Lazio, «che ha dato il via a quel confronto tecnico che chiedevamo tra l'assessorato e l'ISS. In quel frangente anche l'ISS si è reso conto di un mal funzionamento dell'algoritmo e a questo punto ci ha chiesto di valorizzare alcuni dati. Noi non abbiamo mai rettificato dati, abbiamo risposto ad una loro richiesta di implementazione, per avere un risultato compatibile con la situazione oggettiva».

Questa la versione dei fatti che il Governatore Fontana è pronto a difendere in tutte le sedi. «Non rinunceremo al ricorso al Tar perché pretendiamo che la veridicità dei fatti venga acclarata, anche in ambito giudiziario. Se c'è stato un errore non è nostro. Il ricorso verrà impugnato anche nel verbale della cabina di regia, del comitato tecnico scientifico e nell'ordinanza in cui si afferma che c'è stata una nostra rettifica dei dati. Non c'è stato alcun errore di comunicazione dei dati, ma una modifica determinata su richiesta dell'ISS».

Fontana ha infine annunciato una richiesta di risarcimento: «Alla prossima conferenza delle regioni avanzerò richiesta che venga inserita una somma che equivale al danno subito dalle nostre categorie costrette alla chiusura».

Gli ha fatto eco Letizia Moratti: «E' mia abitudine studiare i dati e approfondirli prima di prendere decisioni. Mi sono quindi subito accorta che c'era incoerenza tra quelli relativi al numero dei contagi per 100 mila abitanti, che era sotto la media nazionale come quelli riferiti all'ospedalizzazione, e la valutazione. Qualcosa non era corretto sull'Rt. Non erano stati adeguatamente valutati e ho chiesto un confronto e una sospensione dell'ordinanza di zona rossa di 48 ore. Tempo che ci poteva permettere di rivedere i calcoli. Ci è stata negata la possibilità di un confronto. Per questo abbiamo fatto ricorso e solo una settimana dopo essere stati messi erroneamente in zona rossa, il Governo ha capito. Noi abbiamo sollevato il problema e instaurato un dialogo tecnico. Non è stato un nostro errore e quindi non abbiamo potuto accettare di ammetterlo, per la dignità della Regione e per l'impatto che la zona rossa ha comportato». 

Valentina Fumagalli

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