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Varese | 20 dicembre 2020, 09:51

Il Bowling Varese e l'appello degli imprenditori dimenticati: «Sempre chiusi perché in un limbo burocratico»

Alessandro Cagna, titolare della struttura di viale Belforte che da oltre 20 anni è anche un centro di socializzazione per ragazzi, famiglie, studenti e disabili: «Equiparati a sale bingo e sale giochi/scommesse ma basterebbe cambiare il codice ateco e darci la possibilità di aprire le piste. Centri bowling d'Italia uniti per poter riaprire almeno a febbraio-marzo»

Il Bowling Varese e l'appello degli imprenditori dimenticati: «Sempre chiusi perché in un limbo burocratico»

Nella crisi dell’imprenditoria attuale, un settore è sempre stato dimenticato o parzialmente nominato ed è quello dell’intrattenimento ludico-sportivo che ha pagato più di altri le restrizioni del governo in tempo di pandemia. Un settore che spazia dalle sale scommesse passando per le sale bingo e arrivando ai centri bowling che, in realtà, poco c’entrano con gli altri menzionati.

Proprio di quest’ultima attività vorremmo parlare ed accogliere un grido d’aiuto da parte di questa “piccola” ma significativa parte di imprenditoria dimenticata.
Chi tra di noi non si è mai dilettato almeno una volta in una partita di bowling tra amici? 

In tanti l’avranno fatto, e si saranno anche divertiti passando alcune ore di divertimento puro. Per questo, quando abbiamo ricevuto il comunicato dalla ANBI (Associazione Nazionale Bowling ed Intrattenimento) che vi proponiamo in basso, abbiamo contattato il titolare del Bowling di Varese, Alessandro Cagna, per farci spiegare qual è la situazione del suo settore.

Ci può spiegare come mai voi Bowling siete stati chiusi per tutto il tempo della pandemia, al contrario di altre attività sportive?
Il nostro settore è in un limbo burocratico in quanto siamo equiparati a settori come le sale bingo e sale giochi/scommesse in generale, quindi rimaniamo chiusi. Il codice ateco è sempre stato lo stesso, quindi non vi è una differenza burocratica tra queste diverse attività.
Per questo è nata ANBI la scorsa estate, dopo il primo lockdown: siamo riusciti a trovarci a San Marino per capire come poter agire al fine di tutelare le nostre attività e i nostri dipendenti.

Avete avuto molte adesioni al ritrovo di questa estate?
Sì: erano presenti quasi tutti i centri bowling italiani perché tutti stiamo vivendo la stessa situazione di mancata apertura e tutti siamo concordi nel chiedere una differenziazione dei codici ateco perché, come ho già detto, siamo attività diverse dalle altre che avete menzionato.

Lei ha anche una sala giochi?
Sì, ma essendo separata dall’area bowling, non verrebbe utilizzata, anche perché sulle piste i vari protocolli, dal distanziamento sociale agli ingressi contingentati, verrebbero rispettati, al contrario della sala giochi.
Oltretutto potremmo tenere aperto la sola zona bar senza poter utilizzare le piste, quindi abbiamo deciso di tenere comunque chiuso.

Ha un'idea di quando potreste riaprire?
Attualmente no, anche se per quando riguarda l’attività sportiva dell'associazione (B.C. Split Varese ASD) si dovrebbe ripartire a gennaio appena uscirà il calendario degli atleti che parteciperanno alle competizioni nazionali, per permettere loro di allenarsi. Per quanto riguarda l’apertura al pubblico, sia per me che per gli impianti della provincia (Gallarate ed Arsago Seprio), la speranza è quella di poter riaprire a febbraio/marzo, facendo valere la richiesta dell’associazione di separare i codici ateco delle diverse attività di intrattenimento.

Pubblichiamo il comunicato ricevuto da ANBI

ANBI, l’Associazione Nazionale Bowling e Intrattenimento, è stata costituita da un gruppo di imprenditori del settore. ANBI è il risultato dell’attivismo e della determinazione del Presidente, Marco Raganini, che ha incontrato da subito l’adesione convinta di Alessandro Cagna, titolare del Bowling Varese di viale Belforte, e attivo in città da oltre 20 anni. Qui da anni si realizzano le più diverse attività. Da sempre il centro bowling è sensibile e attivo nei riguardi della socializzazione avendo al centro del proprio interesse le famiglie.

«Molto del nostro lavoro – dice Cagna - è orientato a rispondere alla voglia di divertimento di giovani e meno giovani ma anche di altre categorie, disabili, giocatori e studenti. Siamo luoghi importanti nel difficile compito della socializzazione e del sano divertimento, e di questo ne siamo ben consapevoli».

Per citare solo l’attività nei riguardi delle scuole, che continua da molti anni, nel 2019 sono stati oltre 20 gli Istituti scolastici impegnati per quasi 2500 studenti partecipanti. Poi i tanti compleanni che vi si festeggiano per piccoli e meno piccoli che si cimentano tra strike e spare. E non manca l’attività sportiva che vede le piste del bowling ospitare manifestazioni ed eventi organizzate dalla FISB – Federazione Italiana Sport Bowling.

Dopo oltre sessant’anni di attività di bowling in Italia gli imprenditori del settore hanno capito quanto sia importante unirsi per far sentire la propria voce e Alessandro Cagna ha compreso come questa esigenza sia importante, anche se sposta un poco l’attenzione per il proprio lavoro di imprenditore.

«Stiamo muovendo i primi passi – dice Cagna - ma non è facile vista la situazione emergenziale. Gli impianti di bowling sono in grave sofferenza in tutta Italia. Il nostro comparto non è mai stato indicato nei vari DPCM, considerato il più delle volte come sale giochi quando la nostra identità è ben diversa. Dal lockdown di fine febbraio ci è stato concesso di riaprire parzialmente nel nostro peggior periodo lavorativo (luglio 2020). E abbiamo sostenuto tante spese per mettere i nostri locali in sicurezza. Ma la chiusura disposta a metà ottobre ci ha messo ancora di più in difficoltà. Molti dei nostri associati impossibilitati a sostenere la situazione stanno meditando lo smantellamento delle loro attività».

Si è partiti solo da un paio di settimane e già i primi segnali positivi sono evidenti: quasi 40 gli impianti che hanno aderito e notevole è l’interesse di altre Associazioni di categoria. L’obiettivo è ambizioso, essere l’Associazione di riferimento dell’intero comparto. E gli obiettivi sono ben chiari ai dirigenti di ANBI e a Cagna: «Per fare in modo, da subito, che sia riconosciuto il nostro diritto nella determinazione dei Ristori, per sopravvivere e avere almeno una possibilità di riprendere il nostro lavoro e continuare a far divertire coloro che decidono di entrare nei nostri locali».

 

 

Alessandro Galbiati

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