«Ho parlato con lui e ho capito che Varese sarebbe stata il posto giusto, il posto che volevo». Sono state toccanti e profonde le parole usate da Luis Scola nei confronti di Toto Bulgheroni in un'intervista rilasciata ai microfoni di LBA Tv e pubblicata oggi. L’ala ha ripercorso il momento della scelta estiva, quando - una volta rinunciato a proseguire con Milano - ha dovuto decidere dove concludere la sua fulgida carriera.
Ciò che emerge dal suo racconto, sebbene già velatamente dichiarato al momento della sua presentazione di luglio, non può non emozionare chi sa ancora dare un valore a ciò che la Pallacanestro Varese ha rappresentato nella storia di questo sport, valore personificato da uno dei “padri” - appunto Bulgheroni - che questa storia l’hanno autenticamente scritta.
«La storia di Varese è una delle ragioni per cui sono qui, perché é una storia importante - ha dichiarato Luis - Quando ho deciso di non voler più giocare l’Eurolega, il dubbio iniziale non è stato se scegliere Varese, Cantù, Reggio Emilia o un’altra squadra, ma se continuare o meno. E io avrei voluto continuare solo nel caso fossi stato sicuro di poterlo fare al 100% e solo in un posto in cui ne valesse la pena».
Qui è entrato in gioco l’attuale consigliere d’amministrazione del sodalizio biancorosso: «Ho parlato con tantissime persone prima, poi ho incontrato Toto. E lui non mi ha parlato di soldi, di campionato, di playoff… Lui mi ha parlato della sua storia, del suo legame con la squadra e di tutto ciò che sono stati i 75 anni di vita della Pallacanestro Varese. Questo per me ha cambiato tutto: per me oggi non sono importanti i soldi, vincere, i playoff, ovvero tutto ciò che la altre società mi proponevano… È importante quello che ho sentito dal Toto. Alla fine del nostro incontro mi sono detto: Varese è il posto in cui voglio andare».
Nei due video dell’intervista, che alleghiamo qui sotto, il campione argentino, attuale capocannoniere della Serie A a 22,9 punti di media, ha trattato diversi argomenti, dai ricordi che condivide con coach Massimo Bulleri al rapporto con Ettore Messina, dalle Olimpiadi (quelle vinte e quelle ancora da giocare…) a come sia cambiato il suo modo di stare in campo.














