Lombardia zona rossa o arancione? Tensione tra la Regione e il ministro Speranza. Una telefonata però stempera i toni nell'ottica di una decisione il più possibile condivisa.
E' il governatore Fontana poco prime delle 20 di questa sera a manifestare le sue perplessità sul mantenimento (come da ordinanza del ministro della Salute, ndr) della nostra regione in zona rossa fino al 3 dicembre, nonostante negli ultimi giorni la sensazione fosse quella di un primo cauto allentamento delle misure. «Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa» ha annunciato Fontana.
«Nel Dpcm - ha aggiunto Fontana - sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. Ho fatto presente al Governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora. Continuerò a farmi portavoce verso l'esecutivo, anche a nome dei sindaci che hanno espresso il medesimo parere, affinché la Lombardia, come previsto dagli indicatori, entri in zona arancione prima possibile».
«Restare in zona rossa - ha concluso - significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi».
Poco più tardi, poco prima delle 21, il governatore lombardo e il ministro hanno potuto confrontarsi sulla questione con una telefonata chiarificatrice: «Ho avuto - ha dichiarato poco più tardi Fontana - un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle 'zone' predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione».
«Com'è nel nostro modo ormai consolidato di rapportarci - ha concluso - ci siamo parlati senza tatticismi politici o retropensieri, ma con il solo intento di far prevalere il bene comune per i nostri cittadini. Sia per quanto attiene alla loro salute, sia per ciò che concerne la situazione economica».














