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Storie | 21 novembre 2020, 07:00

Da una classe di liceo a un set cinematografico: il sogno di un giovane varesino che vuole diventare regista

Gianluca Parisi, ventunenne di Tradate, racconta la sua esperienza come regista di “Anno Zero”, cortometraggio con cui ha vinto il Varese International Film Festival nella categoria “Best City Lovers”. Scopriamolo insieme (VIDEO)

Un dettaglio del "dietro le quinte" di Anno Zero, con Gianluca Parisi, la sua videocamera e Lorenzo Montes (nel ruolo di Adam)

Un dettaglio del "dietro le quinte" di Anno Zero, con Gianluca Parisi, la sua videocamera e Lorenzo Montes (nel ruolo di Adam)

“È stato un caso”, “è colpa del destino”, “è una scelta che non dipende da me”.

Quante volte abbiamo usato queste espressioni, nel tentativo di scaricare le nostre responsabilità, di non essere obbligati a scegliere? Eppure, anche il non decidere può avere conseguenze drammatiche, apocalittiche, quasi, per utilizzare un termine che il protagonista di questa storia conosce bene.

Classe 1999, Gianluca Parisi è un giovane videomaker di Tradate che ha fatto dei tormenti, della deriva a cui sta andando incontro l’umanità il soggetto di “Anno Zero”, un cortometraggio realizzato in poco tempo, con poco budget, pochi attori ma tanta passione e voglia di comunicare qualcosa. A partire da questa esperienza. 

Uno studente con il sogno di diventare regista

L’amore di Gianluca Parisi per il cinema inizia alle superiori, quando, frequentando il Liceo Artistico Don Lorenzo Milani di Tradate, indirizzo audiovisivo multimediale, incontra professori che lo sostengono, gli danno fiducia, lo incoraggiano a seguire la sua passione: «Ringrazio soprattutto i professori Marino e Calcara, figure molto importanti per me, hanno sempre creduto in me, hanno riconosciuto il mio valore», afferma, commosso, il giovane videomaker.

La regia, è vero, non è sempre stata nel cuore di Gianluca, il quale, infatti, all’inizio voleva fare l’attore, fino a quando ha capito che solo “l’altro lato della videocamera” gli avrebbe permesso di esprimersi davvero, di comunicare quello che aveva in mente, proprio come un vero artista, ovvero «colui che ha qualcosa da dire e lo vuole comunicare alle persone».

Gianluca è uno studente (al momento, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera) ed è consapevole di esserlo, ma «ho qualcosa da dire e so che posso farlo attraverso il cinema, la settima arte, attraverso le sue mille sfaccettature posso comunicare il mio pensiero, il mio messaggio».

Allo studio accademico, più “tecnico”, quindi, integra tante letture su temi filosofici, sociologici, antropologici, fino all’attualità, per sviluppare un suo linguaggio e una presa di coscienza personale, con il suo cinema vuole portare lo spettatore fuori dalla propria comfort zone, anche lui deve agire, riflettere, indagare ciò che viene presentato; tutto questo, spiega Gianluca, è possibile grazie all’utilizzo di un linguaggio simbolico, tipico della video arte, genere nato verso gli anni Cinquanta in cui il video era considerato uno strumento creativo, artistico.

Dalla Genesi all’Apocalisse in 14 minuti

Tutti gli studi di Gianluca lo portano a sviluppare “Anno Zero”, un cortometraggio di 14 minuti (abbastanza per evitare la noia degli spettatori) in cui la simbologia fa da padrona.

Dai dadi che rappresentano il destino, alle figure bibliche di Adam ed Eva, ai numeri, ai tanti orologi che scandiscono lo scorrere del tempo, alla vita stessa, che per il “Creatore” è un gioco, per Adam, ovvero l’uomo, è qualcosa di più: è l’ignoto, una dimensione con cui tutti noi ogni giorno ci confrontiamo, quando “lanciamo i dadi”, illudendoci che, in questo modo, qualcuno, o qualcosa, di altro possa decidere per noi, ma così non è.

I personaggi sono circondati da un’atmosfera onirica, surreale, resa ancora più misteriosa dalla mancanza di riferimenti nello spazio, nel tempo e nella situazione in corso; Adam stesso trasmette insicurezza, non è certo del motivo per cui si trovi lì, in quella stanza, arriverà a dubitare persino della sua stessa esistenza.

Le conversazioni tra l’Uomo e gli altri personaggi lasciano intuire un presupposto sconosciuto che rende il tutto ancora più enigmatico, un percorso che li ha portati, in quel momento, a confrontarsi su temi quali la valorizzazione della donna e l’impatto della tecnologia sulla società - come ricorda il personaggio che la rappresenta, «Questo modello non ti è stato obbligato! Ti è stato proposto... E tu, l’hai accettato e ne hai fatto uso», rivolgendosi ad Adam quale rappresentante dell’Umanità.

Pochi minuti per ripercorrere la storia dell’umanità, dalla Genesi all’Apocalisse, un’evoluzione, un crescendo di eventi che potrebbe portare a una conclusione drammatica, tragica, quasi, se non fosse per quel bagliore di speranza che si intravede, l’unica possibilità per l’uomo di cambiare il proprio destino: iniziare ad assumersi le responsabilità delle proprie scelte e accettare che non tutto è controllabile, a volte dobbiamo “arrenderci” a forze più grandi di noi.

Il titolo stesso, “Anno Zero”, rappresenta l’inizio di una nuova era, una nuova epoca in cui l’essere umano deve cambiare le proprie abitudini, se vuole salvarsi - una rinascita, un “reset” per la società, chiamata a reinventarsi, a rialzarsi dopo la caduta, a combattere per la propria sopravvivenza (quanto di voi vedono un forte legame con l’anno che stiamo vivendo e le sfide che stiamo affrontando?).

L’aspetto più interessante del corto e, soprattutto, dell’impatto sul pubblico, è che «le persone ritrovano problematiche diverse (aspetti climatici, l’egoismo della società, l’impatto della tecnologia, la sorte), quest’opera è riuscita a condurre ognuno di noi a rielaborare la propria tematica, quella che ci sta più a cuore, per poi sensibilizzarci in modo esponenziale», racconta Gianluca, contento dei riscontri che sta ricevendo.

Anno Zero: ideazione, realizzazione e… vittoria!

L’idea del corto, racconta Gianluca, «nasce da quella che è la mia visione della società, molto chiara, sto cercando, attraverso cinema, di cambiarne alcuni aspetti».

Alla base del suo lavoro, c'è un testo scientifico-antropologico, “Fenomenologia dell’Apocalisse”, un’analisi oggettiva dell’ideologia dell’Apocalisse nelle varie culture del mondo; Gianluca è partito da qui per elaborare un suo punto di vista artistico, con l’obiettivo di portare la società a una riflessione che emergerà in tutta la sua potenza solo al momento della resa dei conti, ovvero, appunto, l’apocalisse, un disastro fisico e mentale.

Lo sviluppo del corto, realizzato con un budget limitato, anzi, pari a zero, è stato breve, in una settimana Gianluca aveva già strutturato e corretto lo script (il documento in cui vengono riassunti il soggetto, il concetto generale, le battute dei personaggi, i dettagli delle riprese); trovata la location adatta, una casa vuota, l’intero corto è stato girato in un solo giorno con le attrezzature in possesso del regista - per le riprese, in particolare, una “semplice” videocamera mirrorless Sony Alpha.

I quattro attori che hanno accompagnato Gianluca in questa avventura sono Lorenzo Montes (Adam, l’uomo e l’umanità), Alessio Talamo (Creatore, rappresentazione di tutte le religioni), Emanuela Cardani (Eva) e Gabriele Migliavacca (Tecnologia), con i quali c’è stata fin da subito molta alchimia, sono sempre stati tutti molto disponibili - e questo clima di amicizia e collaborazione si ritrova nel corto, un risultato di cui i cinque ragazzi sono molto fieri.

L’unico momento di difficoltà è stato girare «le scene con il serpente, è un animale istintivo», soprattutto per Lorenzo, che lo ha tenuto tra le mani senza sapere che fosse un pitone reale (affamato!). Certo, avere tra le braccia un gatto o un cane sarebbe più semplice ma Gianluca, spiega, ha voluto «fare qualcosa di originale, è anche questo il bello del cinema a budget zero, arrivi ad adattarti e ottenere un buon risultato, con ancora più soddisfazione».

Con il suo progetto, Gianluca si è iscritto al Varese International Film Festival e, pur non avendolo creato ad hoc per l’occasione, «non mi sono mai fatto influenzare dalle tematiche imposte dai festival, cerco di creare un’opera indipendente che rispetti le mie idee», “Anno Zero” è stato premiato come Best City Lover del mese di ottobre, titolo dedicato ai migliori corti presentati da residenti della provincia di Varese.

«Aver vinto - racconta, molto emozionato, il giovane regista qualche minuto dopo aver ricevuto la notizia - significa ricevere un vero, concreto riconoscimento come regista, per il lavoro sugli aspetti tecnici e mentali, le letture, gli studi fatti. È una grande soddisfazione, per me e per gli altri».­

I prossimi passi di Gianluca

Gianluca è ancora studente, ma nella mente ha già ben chiaro il percorso da fare per realizzare il suo sogno (o, forse, il suo destino): diventare regista. «Devo continuare a leggere, studiare, fare esperienza sul campo, alimentare la mia curiosità, solo la sete di sapere può arricchire la nostra mente, non si può fare cinema senza bagaglio culturale o qualcosa da dire».

Anno Zero non é stato il suo primo corto, ma è, finora, quello realizzato con maggiore consapevolezza, maturità sia personale sia di linguaggio - la durata ne è la dimostrazione, i 3, 4 minuti delle proposte iniziali sono diventati 14, «ben dialogati e strutturati» su un pensiero più costruito.

Da sempre un banco di prova, un modo di sperimentare, per Gianluca il cortometraggio è «il genere che può offrirmi di più l’attenzione dallo spettatore», oltre a essere più facilmente fruibile attraverso il web.

Dal presente al futuro, un pensiero ai prossimi progetti: «Credo - conclude il giovane regista - che manterrò sempre l’aspetto onirico, sento che è potente. Voglio concentrarmi di più sul contenuto che sulla forma, altro aspetto che voglio cambiare nella società. È il motivo per cui voglio continuare a proporre questo tipo di cinema».

Se volete perdervi in atmosfere surreali, giocare ai dadi con la sorte o riflettere sul destino dell’umanità, potete guardare Anno Zero qui sotto oppure a questo link: https://bit.ly/335G32i e seguire Gianluca sui suoi profili social Facebook Gianluca Parisi, Instagram @jeanluc_paris e sul sito gianlucaparisi.carbonmade.com/, dedicato ai suoi lavori come videomaker, grafico e fotografo.

Giulia Nicora

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