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Scuola e ricerca | 02 novembre 2020, 14:31

Incontrare i giovani, valorizzarne le qualità e supportare le famiglie: così si previene il disagio giovanile e si promuove la sicurezza sociale

Oltre 5000 ragazzi e ragazze dai 13 ai 20 anni e 500 famiglie saranno al centro per i prossimi tre anni del progetto “Re-Start”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e avente come capofila la cooperativa sociale Naturart e una articolata serie di partner territoriali

Incontrare i giovani, valorizzarne le qualità e supportare le famiglie: così si previene il disagio giovanile e si promuove la sicurezza sociale

Re-Start è un progetto rivolto ai preadolescenti e agli adolescenti dei comuni di Varese e Malnate e del polo di Bodio Lomnago, comprendente anche Cazzago Brabbia, Inarzo e Galliate Lombardo. In particolare, a Varese saranno coinvolti almeno tre quartieri cittadini, Bustecche, San Fermo e Bizzozero. Selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è stato avviato a ottobre 2020 per tre anni, Re-Start ha l’obiettivo di contrastare la povertà educativa tra gli adolescenti, diminuendo la dispersione e l’abbandono scolastico, valorizzando il protagonismo dei minori, il ruolo centrale delle famiglie e la partecipazione attiva di tutta la comunità:.

«Intendiamo promuovere, in provincia di Varese, una rete fatta di relazioni, competenze e buone pratiche - spiegano Andrea Maldera e Alan Perini, responsabili di progetto rispettivamente per la cooperativa sociale Naturart il primo e per la cooperativa sociale La Miniera di Giove il secondo - attiveremo nuovi servizi ed utilizzeremo l’innovativo approccio di scuola diffusa, che rimette al centro del processo gli apprendimenti informali e i talenti personali».

Cinque le azioni progettuali.
Saranno attuate con un lavoro di rete che punta ad incidere sul sistema di welfare locale, coinvolgendo in partenariato il terzo settore, la scuola e le istituzioni, tra cui i comuni di Varese e di Malnate, l’Università degli Studi dell’Insubria e l’Università Cattolica del Sacro Cuore:

1. educativa di strada o territoriale: «Incontreremo - continua Maldera - gli adolescenti nei loro luoghi di ritrovo, offrendo loro ascolto e possibilità di relazione. Andremo nelle strade, nei cortili, nei parchi pubblici, sui bus e ovunque ci sia spazio per creare relazioni significative fra educatori professionisti e ragazze e ragazzi, le loro famiglie, gli adulti di riferimento e la comunità».

2. scuola informale diffusa, ovvero una serie di laboratori, legati all’arte o allo sport, che aiuteranno a far emergere le competenze trasversali dei giovani e a rimettere in moto il loro percorso formativo a 360°.

3. “percorsi di ripartenza”, quali tirocini, percorsi di volontariato, servizio civile europeo e inserimenti lavorativi: «Attività - aggiunge Perini - indirizzate agli adolescenti che hanno avuto qualche intoppo nel percorso scolastico o nell’inserimento lavorativo».

4. sostegno alle famiglie: spazi di ascolto, presa in carico e orientamento per le famiglie in difficoltà con adolescenti fragili.

5. sviluppo di comunità: la voce degli adolescenti giungerà alle orecchie degli adulti nei tavoli di comunità, dedicati all’ascolto dei territori e quali spazi di dialogo e di promozione del protagonismo diffuso.

Tutte le attività realizzate saranno gratuite e in linea con i protocolli anti-Covid previsti.

Re-Start coinvolgerà oltre 5000 minori tra i 13 e i 20 anni: in particolare, giovani in situazione di vulnerabilità educativa, sociale, scolastica e culturale. Nel rapporto con le scuole verrà data specifica attenzione ai minori con BES. Oltre 500 le famiglie coinvolte, tra cui nuclei monogenitoriali e con genitori disoccupati (circa 50 nuclei), con bambini segnalati o presi in carico dai servizi sociali (circa 180), con una delle due figure genitoriali in carcere (40 situazioni) e con dipendenze (circa 100 nuclei). Beneficiaria indiretta di Re-Start sarà inoltre la comunità: gli interventi avranno la finalità di migliorare il benessere percepito dalla rete, rinforzare le sinergie anche fra enti non partner, diminuire le situazioni di disagio più profondo dei ragazzi.

A Varese e provincia gli indici di dispersione e abbandono degli studi da parte dei giovani (15-24 anni non inseriti in studio/formazione) si attestano sul 13,6% per Varese e sul 14,4% per Malnate (fonte Openpolis, ultimo censimento utile). La media provinciale è del 13,4%, già più alta di quella regionale (12%). Gli elementi di attenzione esistono e, in generale, la dimensione preventiva appare carente: «Per la prima volta dopo diversi anni - dichiara l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese Roberto Molinari - giochiamo una partita diversa, quella della prevenzione. Re-Start è importante perché è sul nostro territorio e può contare su una rete articolata di vari attori del Terzo Settore, scuole e istituzioni: il nostro obiettivo è intercettare chi non rientra nelle statistiche, andando con le azioni di progetto a prevenire, a capire di cosa hanno bisogno i nostri giovani più fragili e cosa possiamo fare noi perché non si sentano né soli né ai margini della nostra comunità».

«Re-Start è un progetto ambizioso - dichiara Maria Irene Bellifemmine, sindaco di Malnate - che vede la partecipazione di territori contigui: il nostro comune è ormai terreno fertile, sono anni che ragioniamo con le agenzie educative, nei vari tavoli di riferimento, per centrare gli aspetti di educazione rivolta ai giovani. Penso che questo progetto contribuirà a valorizzare le potenzialità dei giovani, ponendo maggiore attenzione su coloro che, per vari motivi, hanno perso di vista l’importanza di avere un’ottica prospettica sul futuro. Dobbiamo puntare a far emergere le capacità nascoste che ogni giovane coinvolto possiede ma non riesce a riconoscere».

«I giovani di oggi hanno bisogno di essere accolti - dichiara il formatore e pedagogista Davide Fant, che cura la formazione degli operatori del progetto - di sentirsi dire che vanno bene così. Solo dall’accogliere, in un mondo che invece ci dice costantemente dove sbagliamo e cosa ci manca, è possibile crescere ed evolvere. Hanno inoltre bisogno di incontrarsi e di stare insieme, di costruire gruppi e di avere alleati in un mondo di continuo cambiamento. Necessitano di trovare senso e direzioni, in cui il confronto tra generazioni diverse è importante. Hanno bisogno di fare esperienze, di visitare e vivere luoghi diversi dal quotidiano, di fare e vedere arte, di incontrare persone che abbiano fatto scelte di senso differenti, magari alternative, per continuare a farsi domande e a interrogarsi. Inoltre, è importante che si mettano a servizio della comunità, sentendosi coinvolti».

L’elenco completo dei partner di Re-Start:
Cooperativa Sociale Naturart onlus (ENTE CAPOFILA), Agenzia Formativa della Provincia di Varese Cfp Varese, AltreMenti Remida Varese, Associazione Genitori 'Insieme per la scuola', Associazione Scuola Bottega Malnate onlus, Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale Kabum, Autolinee Varesine Srl, B.Plano Cooperativa Sociale ONLUS, Comune di Malnate – ambito distrettuale, Comune di Varese, Confartigianato Imprese Varese, Cpia Tullio De Mauro Varese, CRT Teatro-Educazione EdArtEs, Fondazione Carlo Rainoldi Onlus, Fondazione Daimon, Istituto comprensivo di Malnate Iqbal Masih, Istituto Comprensivo Varese 4 “A. Frank”, Istituto Professionale di Stato "L.Einaudi", La Miniera di Giove Cooperativa Sociale Onlus, Unione Italiana Sport Per Tutti Comitato Territoriale Varese, Università Cattolica del Sacro Cuore - Dipartimento di Pedagogia, Università degli Studi dell'Insubria, Corpo musicale Santa Cecilia Barasso Centro Formazione Musicale.

Redazione

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