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Cronaca | 15 ottobre 2020, 13:02

È uno studente il palpeggiatore di Varese: nove gli episodi denunciati. La vittima più giovane ha 13 anni

La Squadra Mobile di Varese ha dato esecuzione questa mattina alla misura cautelare del collocamento in comunità nei confronti di un minorenne, accusato di essere il molestatore che a settembre ha colpito diverse donne in città

È uno studente il palpeggiatore di Varese: nove gli episodi denunciati. La vittima più giovane ha 13 anni

Si chiude definitivamente il cerchio intorno al "palpeggiatore" che il mese scorso è stato protagonista di diverse aggressioni a Varese: si tratta, come noto già da settimane, di un ragazzo minorenne, accusato di essere l’autore di numerosi abusi sessuali in danno di ignare passanti avvenuti nella prima metà di settembre scorso nel centro di Varese.

Dopo tutti gli accertamenti necessari per definire i contorni di una vicenda così delicata, questa mattina la Squadra Mobile di Varese ha dato esecuzione nei suoi confronti alla misura cautelare del collocamento in comunità

I fatti avevano destato un notevole allarme sociale, anche alla luce del moltiplicarsi delle segnalazioni a carico del giovane, sempre più intraprendente nel palpeggiare le donne che gli capitavano casualmente a tiro.

Spesso le aggressioni avvenivano alle spalle e, pur limitandosi a palpeggiamenti piuttosto fugaci, lasciavano le vittime sconcertate, spaventate e in lacrime. Le vittime erano scelte a caso tra le donne sole: spesso giovani, ma non sempre, e comunque non caratterizzate con precisione né per fattezze fisiche né per età (la vittima più giovane ha 13 anni, la meno giovane 53). 

Alla Squadra Mobile di Varese il merito di aver presto intuito la serialità delle sue azioni, attribuibili allo stesso soggetto, e di aver ricomposto in un mosaico i tasselli costituiti dalle varie denunce (dieci in tutto), attraverso la minuziosa analisi delle telecamere di videosorveglianza vicine ai luoghi delle aggressioni e la sollecita ricerca del soggetto individuato quale presunto autore dei fatti.

Le indagini hanno presto condotto all’identificazione di un giovane minorenne, di origini straniere, studente in una scuola superiore di Varese. La perquisizione della sua abitazione, disposta dal Sostituto Procuratore Sabrina Ditaranto, titolare delle indagini, ha consentito di rinvenire i capi d’abbigliamento descritti dalle vittime, ma anche di ricostruire gli spostamenti dell’indagato nei giorni dei reati, verificandone la compatibilità con l’ipotesi dell’accusa. 

Grande lo sconcerto dei familiari del ragazzo, che increduli non si spiegano il gesto di un giovane come tanti: il ragazzo vive in una famiglia ben inserita nel tessuto sociale varesino, i genitori lavorano regolarmente e il fratello maggiore studia all’università.

Queste caratteristiche hanno indotto una collaborazione tempestiva con gli inquirenti degli stessi familiari. «La necessità di comprendere l’origine disfunzionale della condotta e di correggerla con efficacia ha indotto questo Ufficio di Procura a chiedere il collocamento in una comunità educativa dell’indagato, richiesta accolta dal Gip del Tribunale per i minorenni di Milano. La comunità è stata scelta con cura, tra le varie disponibili, stante la particolarità del reato commesso e la portata molto infamante, anche in ambito comunitario, del reato: elementi che rendono l’intervento cautelare particolarmente articolato» ha reso noto la Questura di Varese. 

I reati contestati dalla Procura per i minorenni di Milano consistono in nove episodi di violenze sessuali, spesso aggravate da diverse circostanze come la minore età della vittima, ma anche lo stato di gravidanza, ovvero minorata difesa della vittima. 

Redazione

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