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Cronaca | 25 settembre 2020, 14:39

Luino, vendevano al mercato salame "taroccato". Multa da quattromila euro per due ambulanti

Controlli dei carabinieri di Luino per tutelare i consumatori: i due commercianti sanzionati proponevano in vendita il prodotto con una dicitura che evocava indebitamente un noto marchio

I carabinieri di Luino (foto d'archivio)

I carabinieri di Luino (foto d'archivio)

Controlli dei carabinieri della stazione di Luino al mercato storico settimanale del mercoledì. Come consuetudine, nel corso dei servizi svolti in concomitanza della presenza degli ambulanti per prevenire furti ai danni degli avventori e identificare eventuali persone sospette, mercoledì scorso l’attenzione dei carabinieri si è concentrata verso alcuni punti vendita di alimenti.

La normativa in vigore a tutela del consumatore prevede anche che, di fronte alla vendita di alcuni prodotti generici, ve ne siano alcuni che, dal momento in cui riportano una denominazione protetta, sia garantito il rispetto della effettiva provenienza dell’alimento sia in temine di qualità che di origine.

L’attenzione dei militari si è concentrata, in particolare, su dei salumi che due ambulanti proponevano in vendita con una dicitura che evocava indebitamente un marchio conosciuto dal consumatore. In questo modo, il consumatore viene tratto in inganno in quanto crede di acquistare un prodotto noto per le sue qualità (le quali vengono garantite da dei rigidi disciplinari di produzione) mentre invece di tratta di un comune salume. 

I due commercianti che sono stati controllarli non hanno dato giustificazioni attendibili di ciò che vendevano e, per questo motivo sono stati sanzionati amministrativamente per un importo pari a quattromila euro ciascuno mentre la merce è stata sottoposta al vincolo del sequestro e affidata loro in custodia giudiziaria. 

La tutela dei marchi di qualità è un bene prezioso da tutelare perché, dietro ai rigidi protocolli previsti dai disciplinari di produzione, vi è un’economia di mercato legata ad un determinato territorio e la violazione di tali norme, oltre ad arrecare danni alla filiera produttiva, crea un ingiusto danno al consumatore che viene tratto in inganno dalla presentazione di un alimento con una dicitura che evoca un prodotto diverso da quello che sta comprando.  

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