Le parole orgoglio ed esempio, anche per tanti giovani arbitri, sono le più adatte per essere affiancate al suo nome. «E' stato bello tifare anche per l'arbitro»: nel commento di Giorgio, uno dei tantissimi varesini che da giorni salutano con affetto e riconoscenza Daniele Minelli, il trentottenne arbitro di Casciago che dopo 23 anni è stato dismesso dalla Can B per passare ad altro incarico, è il complimento più bello per un fischietto che ha sempre abbinato umanità, umiltà e leggerezza alla sua professione, facendo dell'arbitro uno stile di vita lontano dai soliti canoni ed entrando, primo tra pochi, nel cuore della gente.
«Siamo orgogliosi di te», ha scritto Giorgio Scapini a nome di dirigenti, appassionati e giocatori e tifosi.
Non cambiare mai, aggiunge chi l'ha conosciuto prima da direttore di gara alle partite del vivaio, perché Minelli - come ha scritto l'Aia Varese - è partito dal basso e dalle radici, ovviamente biancorosse, scalando tutte la categorie provinciali e regionali per approdare, da signore oltreché da arbitro, nel grande calcio. Solo meritocrazia, scarpette infangate, docce gelate d'inverno e strette di mano sincere da parte dei capitani d'entrambe le squadre lo hanno spinto su, anche se lui è rimasto sempre ancorato ai valori delle persone semplici che lo conoscono.
Nella sua storia c'è anche il seggiolino della tribuna laterale sud del Franco Ossola da cui ha assistito alle partite dei suoi biancorossi - carriera permettendo - da quando era ragazzino a quando, arbitro affermato, non ha mai nascosto le sue origini e la sua passione, accomodandosi su quel seggiolino anche nella sfida del ritorno del Città di Varese a Masnago, in terza categoria, quella partita con il Don Bosco Bodio dello scorso 15 dicembre che non fu solo una partita ma l'emblema della voglia di esserci.
Minelli c'era, c'è sempre stato e ci sarà, nel suo nuovo incarico così come allo stadio, dove il Città di Varese potrebbe riservargli il "suo" posto, perché ci sono persone che meritano di essere sempre al tuo fianco. Persone come Daniele Minelli.
«L'importante è credere SEMPRE nei propri sogni - ha scritto Daniele in risposta a un magnifico messaggio di saluto dell'Aia Varese che proponiamo di seguito - perché se sono sogni veri si dà tutto quello che possiamo dare, fino all’ultima goccia di sudore, affinché prima o poi si avverino».
Il saluto dell'Associazione arbitri Varese a Daniele Minelli.
Finisce qui l'avventura sui campi di gioco per il nostro Daniele Minelli, già pronto a cominciare una nuova carriera dirigenziale nell’AIA.
I documenti redatti dal Comitato Nazionale definiscono gli organici della nuova stagione sportiva e indicano le dismissioni per ruolo e categoria: Daniele viene dismesso dalla CAN B, dov'era in forza come arbitro, e approda nella Commissione CAI, come componente.
Sui campi di gioco da 23 anni, Daniele ha scalato tutte le categorie provinciali e regionali prima di approdare, nel 2005, al nazionale dove ha la possibilità di arbitrare per ben quindici (15!) stagioni sportive. Le ultime sette a disposizione della CAN B.
E’ stato premiato come Miglior Arbitro durante la sua permanenza alla CAN PRO.
Ha vissuto esperienze internazionali di rilievo, come la finale della Youth League U19 tra Chelsea e Aston Villa.
Ha avuto la possibilità di scendere in campo insieme ai migliori arbitri in qualità di arbitro addizionale (ve li ricordate i famosi “arbitri di porta”?), è stato tra le panchine degli stadi più importanti d’Italia come IV ufficiale.
Ha arbitrato in Serie A. Ha arbitrato al top e ricorderemo sempre con piacere il suo esordio in Atalanta-Verona, con un tale Nicola Rizzoli nelle vesti del IV Ufficiale e amici, colleghi, familiari presenti sugli spalti a tifare per l’arbitro.
Mentre noi cercavamo di comprendere bene cosa fosse il VAR, lui era lì allo stadio, in sala VAR, ad assistere i colleghi in campo.
Mentre noi erano sul divano a guardare la partita in TV, lui era dall’altra parte dello schermo a dirigere l’incontro.
Mentre noi sognavamo, lui viveva la realtà.
Daniele è stato uno degli arbitri più esperti del campionato cadetto e ha acquisito un bagaglio di esperienza che gli sarà senz’altro utile per cominciare al meglio questa nuova avventura dirigenziale.
Ha rappresentato e rappresenta ancora un riferimento importante per tanti giovani arbitri e per questo possiamo dire semplicemente che siamo orgogliosi di avere nella nostra piccola sezione un grande arbitro come lui.
Grazie Daniele e un grandissimo in bocca al lupo per la tua “nuova” stagione.
Ad maiora, semper.
#AIAVARESE














