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Varese | 08 luglio 2020, 15:31

Varese, come Busto, è una "Città che legge"

Confermato anche per il 2020/2021 il riconoscimento del Centro per il libro e la lettura già ottenuto nello scorso biennio. Galimberti: «Andiamo avanti con passi concreti»

Varese, come Busto, è una "Città che legge"

Dopo Busto Arsizio (leggi qui), anche per Varese sarà un altro biennio all'insegna della cultura. Il Centro per il libro e la lettura, d'intesa con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha conferito a Varese il titolo di “Città che legge” per il biennio 2020/2021; un riconoscimento che conferma quello già ottenuto nel 2018/2019.  

«Questo riconoscimento – afferma il sindaco Davide Galimbertipremia i tanti sforzi che ogni giorno portiamo avanti per la cultura del nostro territorio. Andiamo con passi concreti, come gli investimenti fatti nel recente passato sulla nostra Biblioteca che hanno portato a orari più estesi anche alla domenica e all’organizzazione di eventi, appuntamenti e iniziative. Il futuro di Varese non può che passare da qui, sia nella ripartenza dopo la pandemia, come abbiamo avuto modo di sottolineare più volte negli scorsi mesi, sia negli anni a venire».  

«Gli eventi organizzati dalla nostra Biblioteca – afferma il presidente della commissione Cultura Francesco Spatola – sono tanti, diversi nella loro natura e nel pubblico che vogliono intercettare, tutti di grande successo nel sensibilizzare e far amare la lettura alle più diverse fasce di cittadini. Il riconoscimento che ci viene confermato è una dimostrazione ulteriore del buon lavoro che stiamo facendo in questo campo».  

Il titolo di “Città che legge” intende promuovere e valorizzare le amministrazioni comunali che si impegnano a svolgere con continuità politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio. La qualifica vuole riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.  

Per ottenere il riconoscimento sono richieste ai comuni la presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura regolarmente aperte e funzionanti; la presenza di una o più librerie o punti vendita di libri sul territorio; la partecipazione dell’amministrazione comunale e/o di scuole, biblioteche, librerie, associazioni del territorio a uno dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura; l’esistenza di un festival, di una rassegna o di una fiera attinenti al libro, alla lettura e/o all’editoria, nonché l’esistenza di iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie, associazioni.  

Le amministrazioni che aderiscono al progetto sono chiamate a promuovere la lettura con continuità anche attraverso la stipula di un Patto locale per la lettura, che preveda una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per realizzare pratiche condivise di sensibilizzazione della cittadinanza.

Redazione

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