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Economia | 22 giugno 2020, 11:12

La denuncia di Aime: «Due pesi e due misure per il mancato contributo a fondo perduto per i professionisti»

Il presidente dell'associazione varesina Giuseppe Albertini critica la decisione contenuta nel Decreto Rilancio: «Chiediamo al Governo un'attenta revisione perché siano garantiti gli aiuti economici per tutte le partite Iva, evitando una grave disparità di trattamento».

La denuncia di Aime: «Due pesi e due misure per il mancato contributo a fondo perduto per i professionisti»

 

Aime Varese denuncia la disparità di trattamento contenuta nel Decreto Rilancio Italia del Governo che prevede dei contributi a fondo perduto per le partite Iva ma non per i professionisti iscritti alla casse di previdenza diverse dall'Inps. 

«Come noto il Decreto Rilancio Italia - afferma in una nota il presidente di Aime Giuseppe Albertini - prevede un contributo a fondo perduto in favore delle partite IVA e dei lavoratori autonomi che a causa del blocco delle attività durante la pandemia, hanno subito perdite economiche ed hanno avuto una riduzione del fatturato ad aprile di oltre il 33% rispetto allo scorso anno. Restano pero’ esclusi i professionisti iscritti a Casse di Previdenza diverse dall’Inps. I professionisti degli ordini professionali (avvocati, architetti, ecc.) potrebbero veder quindi sfumare la speranza di ottenere questo contributo a fondo perduto. Partendo dal presupposto che ci sono delle differenze quantitative e qualitative tra i vari Albi e Casse di Previdenza professionali, si stanno verificando e si presumono nei prossimi mesi cali notevoli di fatturato per alcuni settori specifici (ad esempio consulenza gestionale, legale, software. Nel settore edilizio, la crisi di liquidità sta portando crisi tra geometri, architetti, mediatori, ecc). Questa scelta del Governo può risultare quindi discriminante su chi tra l’altro si paga la propria previdenza e comunque contribuisce in maniera notevole al PIL della nostra Nazione. Su questo tema sono stati presentati alcuni emendamenti al Decreto per riproporre l’estensione del contributo anche a questi professionisti, ma il Ministero dell’Economia ha già espresso parere negativo poiché la platea è troppo estesa e l’inclusione avrebbe un costo troppo elevato per lo Stato. Ma, la domanda da porsi è: quanto vale, invece, la sopravvivenza di una parte attiva e importante del Paese? L’associazione AIME condivide dunque tali emendamenti e chiede al Governo una attenta revisione e siano quindi garantiti gli aiuti economici per tutte le Partite IVA, anche per i lavoratori autonomi iscritti a Casse di Previdenza diverse dall’Inps poiché l’esclusione configurerebbe una grave disparità di trattamento rispetto alle altre categorie professionali. Crediamo infine che l’accesso al contributo a fondo perduto sia particolarmente importante per i liberi professionisti più giovani, che potrebbero in tal modo beneficiare di somme utili a rilanciare la propria attività professionale.   Per il bene del Paese e per assicurare equità e tutela dei diritti dei cittadini italiani, AIME chiede dunque che, durante la fase di discussione parlamentare e prima dell’approvazione, venga posto rimedio a questa forma di disparità di trattamento difficilmente accettabile, soprattutto in questo periodo di emergenza». 

 

Redazione

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