Una petizione online per denunciare e cercare di rimediare alla pericolosità di alcune strade e zone di Besozzo per pedoni e ciclisti, a causa dell'elevata velocità, incuranti dei limiti previsti dal codice della strada, con cui sfrecciano auto e moto.
Ad avviarla un cittadino besozzese Nicola Tosi, che invita anche i residenti di altri paesi a farsi promotori di un'identica iniziativa, per far si che i Comuni tornino ad essere a misura di bambini e famiglie e non vittime del traffico e della pericolosità delle strade.
«La petizione da me lanciata non è in polemica, né in contrasto con l'amministrazione comunale di Besozzo, il cui operato in ambito ambientale si è distinto negli anni per efficacia - spiega Tosi - Le due ultime iniziative da essa intraprese, il sentiero ciclopedonale sul Bardello e il percorso per mountain bike nei boschi del comune, sono due iniziative meritevoli e molto apprezzate. Tuttavia la petizione vuole essere di stimolo a fare di più per la sicurezza dei cittadini. Rappresenta una richiesta di dialogo e di confronto fra cittadinanza e istituzioni. In molte vie del nostro Comune la situazione del traffico è diventata intollerabile. A Cardana in via Beolchi, a Olginasio in Via Rebuschini, a Beverina in Via Trieste, per citare tre fra i punti più trafficati, le auto sfrecciano ad elevata velocità, irrispettose dei limiti e della presenza di persone sul loro percorso. Le dimensioni dei veicoli sono sempre più ampie. Di conseguenza i pedoni e i ciclisti rischiano la loro vita nel percorrere strade in cui, fino a qualche decennio fa, i bambini andavano a scuola a piedi, come per esempio a Cardana. Oggi non è più possibile perché il rischio è troppo elevato».
Una situazione non più tollerabile a cui bisogna porre rimedio.
«I cittadini e le istituzioni non possono e non devono accettare passivamente questa situazione - prosegue Tosi - Dobbiamo organizzarci per ridurre la velocità delle auto, tramite rallentatori sull’asfalto, controlli elettronici, presenza dei vigili, applicazione di multe più salate, sensibilizzazione attraverso campagne sui social. Inoltre bisogna fare in modo che i cittadini possano spostarsi nel proprio Comune e verso i Comuni limitrofi in piena sicurezza. Quindi è necessario investire su nuovi marciapiedi e su piste ciclabili di collegamento. Non solo piste naturalistiche e turistiche, quindi, ma anche piste di percorrenza quotidiana per andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa. Ciò avrebbe diverse conseguenze positive: la riduzione del traffico, la riduzione delle emissioni di CO2 e di polveri inquinanti, la possibilità di tornare a vivere in maniera partecipata il centro abitato, l’aumento dell’attività motoria fra i cittadini, che crea benessere e salute, con conseguente riduzione delle patologie dovute alla vita sedentaria e al respirare gas tossici, l’incentivo ad una socializzazione ecosostenibile».
Una battaglia che ve ben oltre i confini di Besozzo.
«Questa iniziativa - conclude il cittadino besozzese promotore della petizione - per ora riguarda solo Besozzo, ma ritengo che si debba agire in ogni Comune in cui è presente questo problema. Quindi invito chi legge a mobilitarsi per chiedere ai propri amministratori comunali la messa in opera di azioni simili a tutela dei cittadini e dell’ambiente».
Questo il link per aderire alla petizione:
https://www.change.org/StopAllaVelocit%C3%A0ElevataDelleAutoNeiCentriAbitati














