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Varese | 01 giugno 2020, 17:19

Alcolici in bottiglia nei parchi e nelle piazze, Zanzi: «Non tollero che quello che è proibito ad alcuni sia concesso ad altri»

Cocci di bottiglie e rifiuti di bivacco in piazza Repubblica, ai Giardini Estensi e Villa Mylius. Lo sfogo del vicesindaco: «Il fenomeno dei festini alcolici deve essere stroncato. Quello che vale per i locali del centro deve valer anche per chi sosta nelle aree pubbliche e i parchi di notte dovrebbero essere chiusi».

Alcolici in bottiglia nei parchi e nelle piazze, Zanzi: «Non tollero che quello che è proibito ad alcuni sia concesso ad altri»

L'aggressione avvenuta in piazza Repubblica ieri sera ai danni di due carabinieri (leggi qui) è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno ben più ampio che con la fine della quarantena è ripreso e si è esteso ad altri luoghi della città. Ritrovi a cielo aperto in cui il denominatore comune è il consumo di alcol che viene acquistato nei supermercati o nei negozietti di alimentari.

Tipico da parte dei frequentanti abituali di piazza Repubblica, il festino all'aperto è diventato il preferito anche di molte compagnie di giovani varesini. E i luoghi di ritrovo prescelti sono i parchi cittadini, come i Giardini Estesi o Villa Mylius, piuttosto che il Borgo di Mustonate come è avvenuto venerdì sera (leggi qui). 

«Sono solito passeggiare per la città al mattino presto e quello che vedo non mi piace – spiega il vice sindaco Daniele Zanzi - Stamattina in piazza Repubblica c'era un disastro, per essere chiari. E lo stesso l'altro giorno ai Giardini Estensi, nell'area intorno al laghetto dei cigni, dove ho trovato bottiglie di vodka e Amaretto di Saronno, che fa ancora più tristezza pensare che qualcuno si possa essere ubriacato con l'amaretto». 

Per contrastare questo tipo di “divertimento” ci sono due soluzioni: sanzionare chi beve sul suolo pubblico alcolici in bottiglia, chi li vende non rispettando la nuova ordinanza e chiudere i parchi di notte. «Soprattutto quest'ultima è una cosa che si deve assolutamente fare, come del resto fanno tutte le grandi città  - continua Zanzi - E' difficile, pensando che solo i Giardini hanno 15 vie di accesso, ma necessario. Vero che i ragazzi potrebbero introdursi lo stesso, ma lo farebbero violando un divieto e assumendosene tutte le responsabilità del caso senza giustificazioni. I parchi sarebbero sorvegliati da dei guardiani e pian piano questa cattiva abitudine si perderebbe».

Valentina Fumagalli

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