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Economia | 19 maggio 2020, 19:18

La previsione di Confcommercio Varese: «Due bar ristoranti su dieci non riapriranno»

La vera sfida secondo l'associazione di categoria non riguarda tanto questi primissimi giorni di Fase due quanto il periodo estivo, quando si tireranno le somme dei primi mesi di lavoro post lockdown e gli esercenti, ma anche gli ambulanti, decideranno se proseguire o chiudere l'attività.

La previsione di Confcommercio Varese: «Due bar ristoranti su dieci non riapriranno»

Bar, ristoranti, ambulanti, commercio al dettaglio della provincia di Varese stanno affrontando i primissimi giorni di Fase due, tra applicazioni non sempre facili delle prescrizioni anti contagio e voglia di ripartire e di incontrare di nuovo i propri clienti.

Non tutti ovviamente hanno iniziato a lavorare già da lunedì 18 maggio. Confcommercio Varese e in particolare la Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi prevede che due bar o ristoranti su dieci non alzeranno più la saracinesca, mentre circa un 30% sta valutando ancora il da farsi. 

«Se non si è perfettamente in regola, anche se solo mancano i gel sanificanti il mio consiglio è quello di non aprire, posticipando di qualche giorno» afferma Giordano Ferrarese, presidente di Fipe Varese, che sottolinea la nota dolente rappresentata da catering e banchetti. «Sono una parte molto importante del nostro lavoro - dice Ferrarese - comprendiamo e accettiamo che in questa fase si debba procedere per gradi, ma confidiamo nel fatto che il prossimo passo riguardi questi due servizi». 

Per quanto riguarda gli ambulanti, il problema non riguarda tanto l'oggi quanto piuttosto il domani.

«I 120 mercati attivi in provincia di Varese danno occupazione a circa 5 mila persone - spiega Rodolfo Calzavara, presidente di Fiva Varese - il numero di ambulanti che hanno ripreso già a lavorare potrebbe calare nelle prossime settimane a causa delle difficoltà di reperimento della merce e ulteriormente scendere tra qualche mese in base agli incassi dei primi periodi di apertura».

Guarda non tanto al presente quanto alle difficoltà che potrebbero presentarsi in futuro anche Giorgio Angelucci, presidente di Uniascom e di Federmoda Varese, che analizza la situazione del commercio al dettaglio.

«Il vero banco di prova arriverà dopo l'estate, quando si tireranno le somme dei primi mesi di lavoro dopo il lockdown e a quel punto si deciderà se proseguire o se chiudere l'attività» afferma Angelucci. 

Matteo Fontana

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