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Politica | 14 maggio 2020, 20:03

«Tra l'inizio dei contagi e le misure del governo è passato un mese»: la Lega chiede una commissione d'inchiesta

Il gruppo della Lega in consiglio regionale chiede una commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato del governo per contenere la pandemia: «A fine gennaio il premier Conte dichiarava che la situazione era sotto controllo. Protocolli di prevenzione attivati con estremo ritardo»

«Tra l'inizio dei contagi e le misure del governo è passato un mese»: la Lega chiede una commissione d'inchiesta

Una commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione delle misure di prevenzione e contenimento, da parte del Governo, della pandemia da Covid-19. Questa la richiesta ufficiale che arriva dal Gruppo Lega del Consiglio Regionale della Lombardia.

«Ci sono troppe zone d’ombra sull’operato del governo nazionale nella prevenzione e nel successivo contenimento dell’epidemia da Covid-19, classificata in seguito come pandemia. A partire dal fatto che sia trascorso un mese tra l’inizio dei contagi, come confermato dai primi test sierologici, e l’avvio delle prime misure di contenimento. Occorre far luce su eventuali responsabilità dei vertici del governo e della macchina statale» sostiene il gruppo consiliare in una nota stampa.

«La commissione servirà a far luce, quindi, sulla catena di comando del governo, che ha portato ad attivare in estremo ritardo i protocolli di prevenzione» prosegue la nota.

«A fine gennaio, dopo la riunione del comitato operativo della Protezione Civile, il premier Conte dichiarava ai giornalisti che "la situazione è sotto controllo", spiegando sempre durante la conferenza stampa che "il Paese Italia, il sistema Italia ha adottato una linea di prevenzione e precauzione con la soglia più elevata in Europa". Appare evidente, oggi, che qualcosa a livello centrale non abbia funzionato: è necessario, sia per una questione di giustizia e trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, sia per evitare in futuro che si ripetano gli stessi drammatici errori a livello centrale, capire cosa non abbia funzionato e a chi siano imputabili tali responsabilità».

«Inoltre, c’è il forte sospetto che il virus fosse già presente nel nostro Paese almeno da gennaio, se non addirittura da prima, a seguito delle testimonianze delle prime persone che si sono sottoposte ai test sierologici, sono risultate positive agli IGG, ma hanno spiegato di avere avuto i sintomi riconducibili al Coronavirus già, appunto, nel mese di gennaio - proseguono i consiglieri regionali della Lega - per non parlare del fatto che lo stato d’emergenza era stato dichiarato già a fine gennaio, ma le prime misure concrete di prevenzione e contenimento risalgono solo a fine febbraio, esattamente un mese dopo. Quando, come abbiamo visto, era già troppo tardi».

«Infine, appare chiaro come ci sia stata una sottovalutazione dell’emergenza, dal momento che, nonostante l’Oms avesse dichiarato lo stato di emergenza sanitaria internazionale a fine gennaio/inizio febbraio, il Governo non abbia provveduto né tantomeno dato mandato alle Regioni di provvedere ai rifornimenti di Dispositivi medici e Dpi, fondamentali per l’opera di cura e prevenzione» conclude la nota.

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