/ Busto

Busto | 31 marzo 2020, 12:50

Coronavirus, Emanuele Monti (Lega): «Da domani attive le prime Usca in Provincia di Varese per cura pazienti a domicilio a Saronno e Busto Arsizio»

L’unità speciale di continuità assistenziale sarà attiva sette giorni su sette, dalle 8 alle 20, e un team di medici si recherà fisicamente al domicilio dei pazienti segnalati dai medici di medicina generale, dove potrà eseguire, grazie alle strumentazioni disponibili e trasportabili, tutti i test necessari.

Coronavirus, Emanuele Monti (Lega): «Da domani attive le prime Usca in Provincia di Varese per cura pazienti a domicilio a Saronno e Busto Arsizio»

Domani partiranno le prime Usca - le unità speciali di continuità assistenziale - in provincia di Varese, precisamente a Saronno e Busto Arsizio. Entriamo quindi nella seconda fase della lotta al Coronavirus, quella che prevede il rafforzamento dei territori, con i team di medici che prenderanno in carico i pazienti direttamente ai loro domicili.

L’unità speciale è costituita da un numero di medici pari a quelli già presenti nella sede di continuità assistenziale prescelta. Possono far parte dell'unità speciale: i medici titolari o supplenti di continuità assistenziale; i medici che frequentano il corso di formazione specifica in medicina generale; in via residuale, i laureati in medicina e chirurgia abilitati e iscritti all'ordine di competenza. L'unità speciale è attiva sette giorni su sette, dalle 8 alle 20.

Ad annunciarlo Emanuele Monti, presidente della III commissione Sanità e Politiche sociali di Regione Lombardia. «L'Ats Insubria mi ha confermato che domani inizieranno ad essere operativi i primi team di medici di queste unità, nelle due importanti città della nostra provincia – spiega Monti – un passaggio fondamentale, perché iniziamo a portare la lotta al virus, e il suo contenimento, al di fuori degli ospedali, andando quindi a prevenire la sua diffusione, curando i pazienti positivi non gravi direttamente nella loro abitazione».

Mentre il medico di medicina generale prenderà i dati e fornirà le indicazioni sui pazienti da andare a visitare, il team medico dell'Usca si recherà fisicamente al domicilio dove potrà eseguire, grazie alle strumentazioni disponibili e trasportabili, tutti i test necessari. Si tratta quindi di una presa in carico complessiva dei pazienti, un passaggio importante, perché segna il potenziamento della capacità di risposta delle strutture ospedaliere specialmente sulla creazione di posti di terapia intensiva.

«Sarà quindi fondamentale continuare nel reperimento e nella produzione di dispositivi di protezione individuali, necessari per consentire ai medici delle Usca di curare i pazienti a domicilio e qui il ritardo da parte del Governo nell'invio di questi materiali pesa moltissimo ma con spirito pragmatico lombardo supereremo anche questa sfida avendo avviato una produzione locale di mascherine e altri dispositivi».

In provincia verranno attivati quindi domani i primi team di medici Usca che aumenteranno progressivamente con la maggiore copertura che questo servizio avrà sul territorio.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore